Ars, il “no” delle cooperative alla proposta di Crocetta sull’assistenza sanitaria fatta da ex forestali

Le proposte del presidente della Regione Rosario Crocetta non piacciono ad associazioni e cooperative che lavorano nel settore dei servizi sociali, ricevute oggi in audizione alla VI commissione dell'Ars. Secondo Gaetano Mancini, presidente di Confcooperative Sicilia, "impiegare precari con un corso da duecento ore farebbe uscire dal mercato del lavoro migliaia di lavoratori specializzati. E dando i soldi direttamente alle famiglie si rischia di alimentare i servizi in nero"

palazzo dei Normanni, Palermo
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Un chiaro “no” ai precari regionali impiegati nell’assistenza sanitaria, così come alla sostituzione dei servizi con somme erogate direttamente alle famiglie. Questo quanto emerso oggi nella seduta che la VI commissione sui Servizi sociali e sanitari dell’Assemblea regionale siciliana ha tenuto oggi alla presenza dei rappresentanti del mondo dell’associazionismo e delle cooperative. Le due proposte sono parte fondamentale del “Piano delle azioni e dei servizi sociosanitari e del sistema unico di accreditamento dei soggetti che erogano prestazioni sociosanitarie”, e sono state illustrate nei giorni scorsi dal presidente della Regione Rosario Crocetta, che nelle scorse settimane ha anche duramente attaccato il mondo delle cooperative in relazione al sospetto aumento dei casi di invalidità nell’agrigentino.

Queste proposte – afferma Gaetano Mancini oggi presente alla seduta di commissione -, vanno solo nella direzione di abbassare la qualità dei servizi di assistenza”, spiega il presidente di Confcooperative Sicilia. La proposta del presidente  prevederebbe infatti “un doppio intervento, con da un lato l’utilizzo dei precari, come gli ex forestali, per l’assistenza ai disabili gravi. Tutto questo solo con un corso di formazione da duecento ore, mentre – prosegue Mancini- ci sono decine di migliaia addetti al settore sociale che verrebbero espulsi dal mercato, nonostante siano già formati con corsi di migliaia di ore ed esperienze di anni“.

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Anche la seconda proposta di Crocetta, quella di erogare direttamente alle famiglie i soldi da spendere per i servizi di assistenza, non ha convinto i presenti. “Questo tipo di intervento diverrebbe un sostegno al reddito, non di sostegno sociale. Poi – spiega Mancina -, il cronico ritardo dei pagamenti che le cooperative riescono a sopportare con sacrifici sarebbe impossibile da affrontare per le famiglie. Inoltre – prosegue il presidente di Confcooperative -, l’esperienza dei voucher (servizi a domanda individuale, ndr), dimostra come c’è il rischio che le famiglie si possano rivolgere al mercato nero dei servizi, come succede con le badanti, oppure che i soldi arrivati in ritardo vengano solo spesi per altro. In sostanza: i precari non verrebbero comunque impiegati, con il rischio di un mercato irregolare“.

Mancini, alla fine dell’audizione – che ha visto partecipare anche rappresentanti dell’Anci, dell’Asael, dell’Ancos, dell’Anffas, dell’Arci, dell’Auser, di Cittadinanza attiva, del Cnca, dell’ordine degli Assistenti sociali, dell’Associazione per i diritti degli anziani, di Federsolidarietà-confcooperative, della Federazione italiana per il superamento dell’handicap, del Movimento di volontariato italiano, della Legacoop sicilia, dell’Agci Sicilia, del Forum del terzo settore Sicilia e delle segreterie regionali di Cgil, Cisl, Uil -, risponde nuovamente alle polemiche sollevate dal presidente della Regione. “Se Crocetta ha notizia di uso improprio della cooperazione  faccia nomi e cognomi, attivando le verifiche. Lo invitiamo a farlo, e noi saremo al suo fianco, perché siamo per la cooperazione vera e non impropria“, conclude il presidente con Confocooperative Sicilia.

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