Gettonopoli, CittàInsieme: “Rivedere il funzionamento di consiglio e commissioni”

L'associazione cittadina commenta la decisione del gip Nunzio Sarpietro di chiedere l'imputazione coatta per 34 consiglieri e 17 impiegati comunali. Chieste nuove regole per la gestione del consiglio comunale

Palazzo degli Elefanti Catania comune
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A garanzia delle tasche dei cittadini e dei consiglieri onesti, le prassi che governano il funzionamento del consiglio comunale, e le commissioni in particolare, vanno riviste“. Così l’associazione CittàInsieme commenta l’imputazione coatta decisa dal Giudice per le indagini preliminari di Catania nei confronti di 34 consiglieri e 17 impiegati comunali che operavano da segretari. I verbali redatti dai dipendenti sarebbero stati modificati per far ottenere ai consiglieri il gettone da 1500 euro mensili, una cosiddetta gettonopoli scoppiata nel luglio dopo una segnalazione del Movimento stelle.

Le accuse sono di truffa aggravata ai danni del Comune, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. La procura di Catania aveva richiesto l’archiviazione, opposto il parere del gip Nunzio Sarpietro che ha dipinto un “desolante quadro di illegalità diffusa all’interno del quale i consiglieri e gli impiegati interessati si muovevano con totale disprezzo dei principi che regolano la materia, in un’ottica clientelare illecita ed ai limiti dell’arroganza”, scrive il presidente dell’ufficio gip etneo. È stata creata una sorta di paludosa e confusa piattaforma amministrativa dove tutto era permesso e gli illeciti comportamenti sembrano costituire un normale incedere automatico nell’interesse non della Cosa pubblica, bensì dei singoli consiglieri indagati, protesi al raggiungimento di un fine economico del tutto personalistico“.

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Non sappiamo se avevano ragione i pm prima, nell’avere richiesto l’archiviazione per tutti gli indagati – proseguono i componenti di CittàInsieme nella loro nota – O abbia ragione adesso il gip che ne chiede l’imputazione coatta. Sarà la magistratura stessa ad appurarlo. E ci auguriamo lo faccia al più presto”. Comunque l’associazione sottolinea la necessità di una revisione delle regole. Norme che “hanno favorito quelli che per racimolare qualche “extra” al proprio “stipendio”, si bilocano o trilocano in posti diversi allo scopo di prendere due o tre piccioni con una sola fava“.

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