UGL, per Poste Italiane i dipendenti sono solo numeri

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“Ogni giorno che passa per noi impiegati di Poste Italiane sta diventando sempre più difficile, a causa della totale mancanza di rispetto da parte dell’azienda nei confronti degli impegni assunti e di una gestione aziendale improntata solo sui tagli e mai sull’efficientamento dei servizi.”

E’ questa la dura accusa del segretario provinciale della Ugl comunicazioni, Luciano Grillo, che non nasconde il disagio quotidianamente vissuto dai dipendenti, la cui preoccupazione è ormai giunta al capolinea.

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“La direzione aziendale continua ad ignorare le nostre richieste, che mirano ad un maggiore coinvolgimento nelle scelte e ad un ligio rispetto delle regole. In più da tempo attendiamo il concretizzarsi di promesse ancora non mantenute come il passaggio degli assunti con contratto part time a tempo pieno, il transito dei portalettere ai servizi di sportello che allo stato attuale sono carenti a livello di unità di personale, rispetto alle necessità delle agenzie che sono dislocate sul territorio”.

“Inoltre ci chiediamo – continua Grillo – che fine hanno fatto le 8 mila assunzioni in tutta Italia prospettate dai vertici aziendali? Perché le graduatorie regionali e provinciali non vengono rispettate, così da consentire al dipendente che ne ha bisogno di potersi riavvicinare alla famiglia, dopo anni di lavoro fuori sede. Perché i premi vengono assegnati solo e sempre ad alcuni dipendenti, anche se oggetto di contestazioni, anziché dividere la premialità a tutti i lavoratori?”.

“Per non parlare poi del caos e delle enormi criticità che si stanno verificando nella provincia di Catania dove, rispetto ad altre parti della Sicilia, il recapito a giorni alterni è stato un flop conclamato come avevamo previsto e l’azienda, per correre ai ripari considerata l’incresciosa situazione venutasi a creare nei centri di smistamento e nei rapporti con l’utenza, si sta trovando ad erogare straordinari oltre ad assumere lavoratori per una periodo di tre mesi”.

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“Una strategia incomprensibile, incalza il sindacalista Ugl, perché si predilige creare precariato o spremere i dipendenti già parecchio esausti con centinaia di ore di straordinario (e relativi rischi per la salute, l’incolumità e la sicurezza nel lavoro), invece che assumere nuovo personale a tempo indeterminato ad un costo sicuramente minore. Per non parlare poi delle modalità di assunzione di questi precari, spesso giovani, che vengono letteralmente “sedotti e abbandonati”.

“Chiediamo dunque a Poste Italiane un immediato cambio di rotta, per dire basta alla strategia del menefreghismo e dell’indifferenza. La stessa con la quale è stato salutato il nostro collega ed amico Angelo Severino che ha perso la vita in servizio, per un incidente sulla A19, e che non ha neanche ricevuto l’omaggio da parte del responsabile regionale dei trasporti di Poste, la cui assenza ai funerali ci ha fatto vergognare e non poco. Non è concepibile, infatti, per qualsiasi dipendente lavorare e talvolta rischiare la vita, garantendo al proprio dirigente il conseguimento di premi e di obiettivi, per poi ricevere un simile trattamento come se fossimo solo numeri “– conclude Luciano Grillo.”

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