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La bambina di 10 mesi rimasta ferita nel crollo della palazzina di via Crispi per un’esplosione di gas versa in gravissime condizioni. La piccola, ricoverata in coma farmacologico, con la prognosi riservata, ha riportato una frattura cranica laterale sinistra e presenta anche due focolai contusivi emorragici per i quali non è necessario sottoporla a un intervento chirurgico, ma soltanto a controlli clinici. Accanto a lei la madre: la bambina è la sua primogenita.

Intanto la Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta con ipotesi di reato di disastro colposo.

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Vigili del fuoco in frenetico lavoro stamani per liberare dalle macerie quel che resta del palazzo dilaniato da un’esplosione di gas. Le ruspe, con cautela stanno pian piano recuperando la montagna di detriti che si è formata alla base della costruzione. L’operazione delicata ha l’ausilio di altri vigili che con una pompa spruzzano acqua sulle macerie per consolidarle e per evitare nuvole di polvere che intralcerebbero renderebbero più difficoltoso il lavoro.

Nella adiacente via D’Amico sono in attesa diversi camion da movimento terra per essere caricati con le macerie da trasportare poi in discariche autorizzate. Numerosi anche altri mezzi dei vigili del fuoco, attrezzati di scale per ogni evenienza.

I vigili hanno fatto dei sopralluogo accompagnati da proprietari ed inquilini anche nel palazzo retrostante a quello crollato, in via Napoleone Colajanni 22. Il cortiletto interno in comune fra le due costruzioni, infatti, è anch’esso pieno di detriti, sia pure in minore quantità. L’esplosione, inoltre, ha sventrato la saracinesca metallica di un deposito.

La via Crispi è transennata e presidiata da polizia, carabinieri, guardia di finanza e dai vigili urbani che regolano sia il traffico che la folla di curiosi che è venuta ad assistere agli effetti dell’esplosione ed al lavoro dei vigili del fuoco. Tutta l’area delle operazioni è transennata. Sul  posto numerosi gli operatori dell’informazione, dalla RAI,  alle emittenti locali, e fotografi per documentare come il giorno dopo si presenta il luogo dell’incidente.

Ieri notte i soccorritori hanno dovuto scavare a mano nelle macerie per evitare danni a chi vi si trovava sotto. Sono state utilizzate anche unità cinofile. Intorno alle 3 erano già state estratte cinque persone: due donne ricoverate in codice giallo nell’ospedale di Lentini, la bambina – che ha dieci mesi ed è stata portata al Garibaldi con la madre -, in codice rosso così come un uomo anziano, gravemente ustionato, trasportato prima nel Vittorio Emanuele e poi trasferito a Palermo. Intorno alle 4 la triste scoperta di una vittima, un’anziana donna.

In mattinata il sindaco Enzo Bianco si è recato nell’ospedale Garibaldi di Nesima per sincerarsi delle condizioni della bimba ferita nel crollo. Intanto ha individuato un albergo di via Etnea dove gli abitanti del palazzo saranno ospitati.

Man mano si acquisiscono dettagli sulle modalità di salvataggio dei sopravvissuti. L’anziano ricoverato a Palermo per ustioni è stato salvato da un frigorifero che lo ha protetto. “E’ stato un vero miracolo” ha dichiarato il vigile del fuoco che lo ha estratto dalle macerie, dopo aver scavato un piccolo cunicolo.

Intanto è stata rintracciata la donna dell’Est europeo che era data per dispersa. Si era allontanata e non si trovava in casa al momento dell’esplosione. Ed è stata identificata
la donna morta nel crollo di una palazzina a Catania: si chiamava Agata Strano ed aveva 85 anni. Era separata e viveva da sola nel suo appartamento al secondo piano dell’edificio. Il corpo, su disposizione della procura di Catania, e’ stato portato in obitorio, dove sara’ eseguita l’autopsia.

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