"Crash", tutto fermo al Tondo Gioeni in attesa della "Fontana murata"

tondo gioeni
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“Crash”, sì, proprio Crash. E’ l’onda sonora materializzata del rumore che ancora è nell’aria del crollo, anzi della demolizione del cavalcavia del Tondo Gioeni. Un abbattimento fra mille polemiche, tecniche e finanziarie. Chi sosteneva che bastava solamente fare dei lavori di abbellimento perché la struttura era solida e chi, invece, ha certificato che ai fini della sicurezza era meglio abbatterlo, anche per eventuali emergenze che dovessero verificarsi per cui un ponte crollato avrebbe paralizzato la circonvallazione ed impedito la fuga dalla città.

E naturalmente, da un lato denunzia di spreco e dall’altra scarica barile nei confronti dell’amministrazione precedente che aveva già preso impegni finanziari ai quali il comune avrebbe dovuto, comunque, far fronte.

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E va bene. Lasciamo tutto questo che ormai è passato. Ma, ricorderete, non più tardi di un paio di settimana fa, a metà febbraio, il Tondo Gioeni fu palcoscenico dell’annuncio del progetto che avrebbe ridato dignità al muraglione di cemento con alla base spazzatura ed erbacce che ogni giorno delizia la vista di catanesi e non che passano per la circonvallazione. Presenti il sindaco Enzo Bianco, l’assessore Bosco, il tecnico progettista Ugo Mirone ed altri. Sarà realizzato entro l’estate, venne detto. E ancora si è in attesa dell’inizio dei lavori.

Ci si aspettava, per la verità, di vedere qualcosa di monumentale, non diciamo come il monte Rushmore con scolpite le facce dei personaggi più rappresentativi di Catania, da Bellini a Verga. Probabilmente, visto quel che accade ormai nelle più grandi città europee, si poteva pensare alla fantasia e creatività dei writers che abbelliscono le pareti anonime e desolanti di edifici e grattacieli (del resto c’è già l’esempio dei silos al porto di Catania oppure dei cortili del centro storico).

Nulla, ancora. Ma siamo certi di farcela per l’estate? Si aspetta la fine dell’anno scolastico e le ferie, con la diminuzione del traffico, per dare inizio ai lavori?

“Il progetto che riguarda il Tondo Gioeni – aveva dichiarato il sindaco Bianco – ha la doppia finalità di mettere in sicurezza sotto il profilo idraulico e geotecnico un nodo fondamentale per la viabilità cittadina e di definire il frontale prospettico a nord della via Etnea creando un ideale collegamento con la piazza Duomo e la fontana dell’Amenano. Il materiale utilizzato sarà quello tradizionale della città e cioé la pietra lavica e la pietra bianca di Comiso. Un importante intervento architettonico che trasformerà questo slargo in una delle più belle piazze di Catania”.

“I temi – aveva detto Mirone – sono quello dell’acqua, per via di una sorgiva, la cosiddetta ‘Seconda acqua a linzolu’, esistente fino ai primi del Novecento in questa che era una proprietà dei Manganelli, e quello della cortina muraria con al centro una grande edicola in brecce di Taormina, ideale porta che chiude a nord la Catania ottocentesca, con all’interno le due vasche. La via Etnea comincia così con una fontana e si conclude con una fontana”.

Sostanzialmente un “Fontana murata”. Da “ammirare” mentre a velocità vi si passa davanti. Ma, come “amarcord”, riportiamo la descrizione di quel che dovrebbe essere realizzato

Gioeni

“Fondamentale – è stato aggiunto – sarà poi la sistemazione a verde del Tondo Gioeni: la cortina muraria sarà affiancata da due ali, simmetriche, di verde, lunghe ciascuna 65 metri. Saranno utilizzati un sistema di rampicanti e ricoprenti (bignonia e bouganvillea), oleandri e diverse varietà di agave.

I lavori del nuovo prospetto e della sistemazione a verde e artistico-architettonica del prospetto del Tondo Gioeni, che sono iniziati oggi avranno la durata di sei mesi e quindi si concluderanno alla fine del prossimo mese di agosto. Il costo dei lavori a base d’asta è di 751.000 euro.

La soluzione adottata prevede la realizzazione di un cemento armato rivestito in pietra bianca di Comiso con diverse lavorazioni; lateralmente al citato prospetto, due ali simmetriche di 65 metri ciascuna, faranno da supporto all’arredo a verde, utilizzando, quale sostegno del sistema di verde ricoprente e rampicante, le strutture esistenti del muraglione in calcestruzzo.

Tondo gioeni muro

Il realizzando prospetto, impegnerà un fronte di 40 metri in assoluta simmetria rispetto al prolungamento dell’asse stradale della via Etnea, avanzando di circa 1,50 metri rispetto al filo del muro esistente, in modo da consentire di ottenere, al centro, una grande nicchia rivestita con pietra di Mirto, al cui interno verrà allocato un sistema di due vasche in pietra bianca di Comiso, concepite a forma di porzione di calotta sferica ed ancorate, a differente altezza, sulla parete di fondo.

Le vasche, per caduta, creeranno un gioco d’acqua a ricircolo che, concettualmente e visivamente, rimanderà alla ottocentesca fontana dell’Amenano di piazza Duomo, la cosiddetta “acqua a linzolu”.

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