“Con Orlando si guarda al futuro senza negare la radice di sinistra“. Lo afferma Giuseppe Berretta, deputato del Partito Democratico e coordinatore regionale della campagna a sostegno del ministro della Giustizia Andrea Orlando nella corsa alla segreteria del PD. E per Berretta, docente di Diritto del Lavoro e già sottosegretario del Guardasigilli Anna Maria Cancellieri in questa legislatura nel governo di Enrico Letta, la scelta di Orlando sembra quasi obbligata: “Si tratta della proposta politica di più lunga prospettiva per il PD“, afferma Berretta. Una proposta che Andrea Orlando ha delineato soprattutto nell’ultima settimana di campagna, dove ha anche criticato il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro per le dichiarazioni fatte alla stampa in merito alle indagini sulle Ong che soccorrono migranti nel mediterraneo, alcune delle quali, secondo quanto dichiarato dal procuratore, avrebbero fonti di finanziamento poco chiare. Orlando ha dichiarato che il procuratore dovrebbe “parlare solo con gli atti“, prendendo una posizione netta a difesa delle Organizzazioni umanitarie.
Una linea di sinistra che lo distanzia dagli altri candidati Matteo Renzi e Michele Emiliano, e che Berretta sembra sposare in pieno, pur non entrando nel merito delle dichiarazioni di Orlando. “Sono dell’idea che il Partito Democratico, che è parte del Partito socialista europeo, debba sostenere chi è in condizione di disagio. Di certo – prosegue Berretta -, noi stiamo facendo di tutto per vincere, e il 30 sera vedremo il risultato. L’obiettivo della mozione Orlando è di raggiungere il 50 per cento“.
Il risultato del 50 per cento secondo Berretta è possibile anche a Catania, dove alla mozione Orlando si è unita l’area del PD più vicina al mondo sindacale. Area con la quale Berretta nel recente passato ha avuto degli scontri, e che vede l’attuale Assessore ai Servizi Sociali Angelo Villari, ex segretario provinciale della Cgil, coordinatore etneo della campagna pro Orlando. “Credo che gli scontri di natura politica a livello locale – spiega Berretta -, abbiano poco a che vedere con l’adesione a una mozione nazionale. Basti vedere che in Sicilia Matteo Renzi è sostenuto da Anthony Barbagallo e Luca Sammartino, che sono molto distanti“. Un discorso, quello di separare le scelte nazionali da quelle locali, che per Berretta dovrebbe valere anche dopo la nomina del nuovo segretario. “Il PD ha una lunga prospettiva, e rispetto a questa la proposta politica migliore è quella di Andrea Orlando. Non si metterà in discussione l’esito delle elezioni, chiunque vinca“.
Per Berretta, dunque, non ci saranno nel PD catanese fuoriuscite da parte degli insoddisfatti dall’esito delle primarie per approdare nei nuovi soggetti politici, come suvcesso recentemente con Articolo 1 . “Penso che la scissione sia stato un errore davvero grave e chi è andato via ha sbagliato, ha commesso un errore politico. Sono convinto fermamente – prosegue Berretta -, che vinca Orlando, vinca Renzi o Emiliano, che nessuno commetterà l’errore di emarginare le altre istanze. Il Partito Democratico punta a diventare il principale partito nazionale, vuole arrivare al 40 per cento, e deve essere in grado di avere al suo interno portatori di diverse istanze“, conclude il coordinatore della campagna di Andrea Orlando in Sicilia.



