RAGUSA – Il maltempo della scorsa settimana è passato. Ma i danni sono rimasti. La parte più colpita, in provincia di Ragusa, è stata la fascia costiera. Il territorio ibleo è stato investito dall’intensa pioggia e dal vento soprattutto nel tratto che va da Santa Croce a Marina di Ragusa. Pure l’Ipparino ha sofferto soprattutto per la condizione delle strade dove si sono riversati detriti di ogni genere. Santa Croce è stato l’epicentro del nubifragio con allagamenti di scantinati e garage. In uno stabile alla periferia del centro abitato sono dovuti intervenire i carabinieri visto che il piano basso dell’edificio è stato letteralmente invaso dall’acqua. In una abitazione è stato anche segnalato il crollo di un muro. Santa Croce Camerina è stata letteralmente allagata da 146 millimetri di pioggia in 24 ore. Il sindaco, Giovanni Barone, ha avuto modo di constatare, durante i sopralluoghi, i danni alle coperture delle serre, alle colture e alle case rurali. Parecchi tetti sono stati sfondati dall’azione congiunta di pioggia e vento. Anche Scoglitti è stata colpita dal nubifragio e sono state parecchie le richieste di intervento ai vigili del fuoco del distaccamento di Vittoria.
A Marina le strade di ingresso alla frazione sono state invase dalla pioggia e la circolazione è risultata molto critica anche perché l’acqua ha portato con sé detriti ed ha scavato pericolose buche sull’asfalto. Anche lo Sciclitano tra Playa Grande e Cava D’Aliga, in particolare, è stato interessato dal maltempo e la strada di collegamento tra il centro urbano di Scicli e Donnalucata è risultata pericolosa per l’acqua che ha esondato dagli argini ed ha invaso la carreggiata.
Ora si fa la conta dei danni che sono ingenti e ammontano difatti a circa 7 milioni di euro. Le organizzazioni professionali agricole hanno già avvisato i propri iscritti sul fatto di potere avviare le richieste di indennizzo, visto che molte serre sono risultate scoperchiate, rivolgendosi direttamente all’ispettorato agrario di Ragusa. Ma il timore è che queste richieste rimangano lettera morta lasciando gli operatori, già alle prese con parecchie difficoltà, in uno stato di limbo. “Basti pensare – commenta infatti Coldiretti Ragusa – che, ancora oggi, i nostri agricoltori sono in attesa dei ristori che dovevano arrivare dopo i danni causati dal ciclone Athos e che, invece, ancora oggi, non sono pervenuti, nonostante i numerosi solleciti inoltrati alla Regione. Perché questo trattamento? Perché nessuno considera che questo comparto è in ginocchio e che gli ulteriori colpi assestati stanno pregiudicando ogni possibilità di ripresa?”. Finora gli interrogativi in questione rimangono senza risposta. Qualcuno dovrebbe intervenire. Ma chi?



