Cooperative e artigiani: bene lo sblocco di Ircac e Crias. Adesso si avii il confronto con governo e parlamento

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SICILIA – La decisione del Governo regionale di venire incontro alle richieste del movimento cooperativo ed artigiano, con la sospensione degli effetti della delibera dello scorso febbraio fino al prossimo dicembre, fornisce una prima importante risposta alle criticità emerse a seguito del blocco della erogazione del credito che aveva messo in seria difficoltà centinaia di imprese siciliane. Apprezziamo quindi la disponibilità del Presidente Musumeci e di quegli assessori della sua Giunta che con questa decisione hanno dimostrato di voler risolvere il problema che si era generato.
Adesso IRCAC e CRIAS possono provvedere con immediatezza a riprendere l’erogazione dei finanziamenti.
Ma questa vicenda, che ha purtroppo generato tensione in tante piccole imprese siciliane, ha un suo lato positivo: le reazioni degli imprenditori al blocco del funzionamento del credito agevolato in Sicilia hanno dimostrato quanto questa funzione sia utilizzata dalle piccole imprese artigiane e cooperative e quanto sia importante per i loro percorsi di crescita.
Ciò non significa che non sia possibile e auspicabile una riforma strutturale che renda il sistema ancora più utile ed efficiente, ma certo è sbagliato semplificare ciò che semplice non è e sottovalutare gli effetti che possono generarsi.
Una eventuale riforma non può infatti prescindere dal mantenere le caratteristiche del credito agevolato alle cooperative e agli artigiani, che costituiscono una parte assai significativa del tessuto imprenditoriale siciliano, e che avrebbero un gravissimo contraccolpo in assenza di una così importante funzione di agevolazione nell’accesso al credito. Le imprese cooperative e artigiane sono imprese diverse dalle altre, sono imprese basate sull’uomo prima ancora che sul capitale, caratteristica che dà luogo alla loro capacità di mantenere l’occupazione nelle situazioni di crisi a differenza delle altre imprese che chiudono le attività per cercare maggiori utili in altri territori. Hanno quindi una funzione non solo economica ma anche sociale, funzione che non a caso è riconosciuta dalla Costituzione della Repubblica con l’articolo 45. Questa differenza riverbera anche nel funzionamento e nella gestione imprenditoriale ed è per questo concettualmente errato assimilare le esigenze di credito di queste forme d’impresa a quelle, altrettanto legittime e da sostenere, delle imprese lucrative.
Ci aspettiamo quindi che nel seguito dell’Iter della legge di stabilità, laddove si mantenesse la volontà di riformare il sistema del credito regionale, il Governo e il Parlamento Regionale mantengano la disponibilità al confronto con le associazioni rappresentative di questi settori le quali non faranno certo mancare proposte concrete e disponibilità alle innovazioni.

 

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Questa la posizione di Agci Sicilia, Legacoop Sicilia, Confcooperative Sicilia, Cna Sicilia, CLAAI Sicilia, Casartigiani Sicilia e Confartigianato Sicilia

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