CATANIA – “Una fusione inutile e preoccupante, che rischia di penalizzare le imprese artigiane ed il personale dipendente, disposta con uno strumento normativo inadeguato, senza un serio confronto con le parti sociali”.
E’ questo il giudizio del Presidente e del Segretario della CNA CATANIA Floriana Franceschini e Andrea Milazzo sull’esito dei lavori della commissione bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana sul collegato alla finanziaria riguardanti la concentrazione degli Enti Finanziari siciliani.
“Inutile perché ancora una volta si prova a raccontare una realtà diversa da quella che è: non ci sarebbe infatti nessun risparmio per le tasche dei cittadini siciliani: la CRIAS non costituisce alcun costo per la Regione nel cui bilancio non esiste alcun apposito capitolo. I costi di gestione sono sempre stati a carico degli interessi e delle commissioni pagati dalle imprese artigiane. La nuova struttura quindi non arrecherebbe vantaggi alle casse regionali”.
“Preoccupante innanzitutto perché ci si chiede come si potrà in 45 giorni dar vita ad una struttura di grande complessità, di cui ad oggi non esiste neanche lo statuto e contemporaneamente definire la situazione del personale dipendente e le procedure di liquidazione, senza avere mai avviato un’interlocuzione con le categorie interessate.
Preoccupante soprattutto perché all’orizzonte permane minaccioso il disegno del governo Musumeci che potrebbe trovare successivamente per via ammnistrativa la strada per arrivare al tanto anelato soggetto unico (il SUPER-IRFIS) che operando con i parametri valutativi di una banca tradizionale acuirebbe il già difficile percorso di accesso al credito per le imprese artigiane col rischio di consegnarle agli strozzini”.
“Non siamo assolutamente contrari ad una riforma che rilanci il credito agevolato nella regione ma crediamo che una simile riforma, necessita di un tavolo di confronto con le parti sociali ed economiche e di un apposito strumento normativo partendo dalle reali esigenze dei fruitori prima ancora che dalla struttura degli enti”.
“Ci appelliamo pertanto al senso di responsabilità dei deputati regionali che dovranno votare il collegato alla finanziaria nei prossimi giorni – concludono Franceschini e Milazzo -e non escludiamo, come già fatto il 27 aprile, nuove forme di mobilitazione della categoria”.


