Caso Grasso, la senatrice Nunzia Catalfo prende le distanze: "Mai autorizzato a parlare a mio nome"

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CATANIA – “Non ho mai autorizzato il consigliere Giovanni Grasso a parlare anche per mio conto con chiunque sia. Sono a conoscenza, come altri, della situazione di criticità in cui versa il Comune di Catania: ho interloquito con Grasso al solo scopo di contribuire a individuare le opportunità più consone a supporto della problematica. A tutela del mio buon nome e della mia onorabilità, dopo l’opportuna verifica dei fatti valuterò se adire le vie legali”.

Ad intervenire sul “caso Grasso” che da alcuni giorni scuote il gruppo catanese del Movimento Cinque Stelle è la senatrice etnea Nunzia Catalfo, il cui nome è tirato in ballo nella telefonata tra Grasso e il Vicesindaco e Assessore al Bilancio Roberto Bonaccorsi finita al centro delle polemiche. Nell’audio – inviato dallo stesso Grasso in una chat di attivisti e portavoce del Meetup di Catania, e successivamente rimosso – si fa riferimento alla Capogruppo del M5s a Palazzo degli Elefanti Lidia Adorno, querelata da Bonaccorsi e criticata dallo stesso Grasso.

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La registrazione integrale è stata diffusa ieri dal giornale laspia.it diretto da Paolo Borrometi. Già nei giorni scorsi, dopo lo scoppio del caso, Grasso aveva annunciato il passaggio al Gruppo Misto di Palazzo degli Elefanti motivando la scelta con un dissenso politico nei confronti del Movimento. Non abbastanza per gli attivisti, che hanno chiesto all’ex candidato sindaco – consigliere più votato alle Amministrative 2018 – di rinunciare al seggio lanciando anche una petizione su Change.org. 

“A seguito dei recenti eventi che hanno visto protagonista il Consigliere Comunale Giovanni Grasso si legge nel testo della petizione invitiamo lo stesso a presentare le proprie dimissioni spontanee da Consigliere Comunale, per correttezza nei confronti delle Istituzioni e degli elettori del Movimento 5 Stelle che in lui hanno riposto la loro fiducia”. Per sabato mattina, intanto, è stata convocata una conferenza stampa del Movimento a Palazzo degli Elefanti per riferire sul caso.

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