Assegno di maternità dello Stato per lavori atipici o discontinui – Rubrica Lavoro & Welfare

Oggi con la nostra rubrica andiamo a scoprire una misura specifica nel caso di non riconoscibilità o non riconoscimento da parte di entrambi i genitori

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L’Assegno di maternità per lavori atipici e discontinui, conosciuto anche come Assegno di maternità dello Stato, è una prestazione previdenziale erogata direttamente dall’INPS. Questo assegno è regolato dall’articolo 75 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, ed è stato creato per sostenere economicamente le madri (e in taluni casi i padri) che non possono contare su un’occupazione stabile e continuativa ed in assenza di riconoscimento da parte di entrambi i genitori.

Tra le lavoratrici atipiche compaiono coloro che hanno sottoscritto un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co), un contratto a progetto (ad oggi molto ridotto per limiti di Legge) o un contratto di lavoro intermittente (il cosiddetto job on call).

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L’assegno di maternità è rivolto a diverse categorie di genitori. In primo luogo, è destinato alle madri naturali, ma può essere richiesto anche dai padri adottivi, dagli affidatari preadottivi e dagli adottanti non coniugati. Inoltre, il coniuge della madre adottante o dell’affidataria preadottiva può beneficiare del sostegno economico. In casi particolari, l’assegno può essere concesso anche agli affidatari non preadottivi e ai legali rappresentanti dei minori, se il riconoscimento da parte di entrambi i genitori non è possibile. Tuttavia, è importante notare che il beneficio non è riconosciuto per il figlio minore adottato dal coniuge, se già figlio dell’altro coniuge. Il beneficio è riconosciuto anche alle cittadine e ai cittadini extracomunitari in possesso di un permesso di soggiorno per lavoro (superiore a 6 mesi) o di un permesso UE per soggiornanti di lungo periodo.

Per accedere all’assegno di maternità, le richiedenti devono presentare una domanda all’INPS. La domanda può essere presentata online, attraverso il sito web dell’INPS, o tramite i patronati che offrono assistenza nella compilazione e nell’invio della richiesta.

La somma dell’assegno di maternità è soggetta a rivalutazioni annuali basate sull’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Questo significa che l’importo dell’assegno può variare di anno in anno, in linea con l’andamento dell’inflazione e dei costi della vita. L’INPS pubblica regolarmente messaggi e circolari che dettagliano l’importo aggiornato dell’assegno.

Per il 2025 non risulta essere presente ancora alcuna circolare in merito, per il 2024 tale assegno corrispondeva a 2.488,14 euro annue. Sì, annue, poco più di 207 euro al mese.

Spesso si fatica a non essere benaltristi, come in questo caso, dovendo commisurare le aspettative di un diritto universale (l’assistenza) alle possibilità di adempiervi collegate alla capienza contributiva della lavoratrice o del lavoratore. È però vero che una tale cifra è del tutto insufficiente a poter sostenere una madre o un padre in una oggettiva situazione di difficoltà familiare, che è anche una difficoltà economica, considerando l’intrinseca precarietà dei contratti atipici e l’esiguità degli importi contrattualizzati.

In conclusione, l’Assegno di maternità dello Stato rappresenta uno strumento di supporto per le famiglie che si trovano in situazioni di lavoro precario o discontinuo, ma si fatica a credere del perché questo strumento non possa essere finanziato in modo più adeguato e idoneo a garantire un diritto (si parla tanto di diritto alla maternità),  tutt’al più che la misura è indirizzata ad una platea molto specifica (nel caso di non riconoscibilità o non riconoscimento da parte di entrambi i genitori) all’interno di quella più ampia dei contratti atipici. 

A questo link è possibile sia reperire tutte le specifiche sui requisiti sia attivare il servizio:https://www.inps.it/it/it/dettaglio-scheda.it.schede-servizio-strumento.schede-servizi.assegno-di-maternit-dello-stato-50580.assegno-di-maternit-dello-stato.html

Giuseppe Emiliano Bonura

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