Nel tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 21 maggio, l’Istituto Comprensivo “Pitagora” di Misterbianco è stato teatro di un’interessantissima iniziativa sul tema: “Intelligenza Artificiale Intelligenze Umane“, promossa dal Festival della Complessità, in collaborazione con l’associazione “Fare Stormo“ e l’Istituto comprensivo Pitagora.
Protagoniste dell’incontro, ideato dalla professoressa José Calabrò, sono state la dottoressa Domenica Caruso, psicoterapeuta; “l’ingegnera” Cristina Monsone, esperta indipendente di Intelligenza Artificiale presso la Commissione Europea e l’ONU; e la musicista Lunaspina Caruso, che ha eseguito alcuni brani del suo ricco repertorio.
Il convegno si è aperto con i saluti della dirigente scolastica Giuseppina Maria Licciardello e con l’introduzione della professoressa Calabrò, la quale, di fronte a un folto pubblico, composto in prevalenza da donne, dopo aver presentato le relatrici illustrandone il rigore scientifico e i meriti acquisiti nel loro campo, ha informato delle prossime iniziative del Festival delle Complessità e dell’Associazione Fare Stormo, il Cerchio delle Donne. Successivamente si è dato il via agli interventi delle già citate protagoniste dell’iniziativa.
Intelligenza è anche fragilità
Il cuore emotivo dell’evento è stato l’intervento della psicoterapeuta Domenica Caruso. Attraverso un racconto appassionato e profondamente umano, ha proposto un’idea di intelligenza che non si esaurisce nei test o nei punteggi, ma che abbraccia il vissuto, le emozioni, la storia personale. “I protocolli misurano l’efficienza – ha detto – ma lasciano fuori l’intelligenza emotiva, corporea, relazionale, etica.”
Tra citazioni di Antonio Damasio, riflessioni sul burnout e miti come quello di Prometeo, la dottoressa Caruso ha portato l’attenzione su una domanda fondamentale: quale società vogliamo costruire? “Una società che integra o che esclude? Che riconosce o che sfrutta? Anche questa è intelligenza.” E ha concluso con una potente immagine: “L’intelligenza non è solo nel vestito da principessa di Cenerentola, ma nella trasformazione della coscienza.”
L’intelligenza artificiale tra rischi e opportunità
A completare il quadro l’intervento tecnico e illuminante dell’ingegnera Cristina Monsone, esperta di IA presso l’Unione Europea e l’ONU. Con grande competenza la dott.ssa Monsone ha illustrato le potenzialità e i limiti dell’intelligenza artificiale, sottolineando i pericoli legati agli stereotipi di genere e razziali presenti nei dataset, alla mancanza di senso critico, alla sorveglianza algoritmica.
“Un algoritmo è ciò che decidiamo di insegnargli – ha spiegato – se i dati sono distorti, anche i risultati lo saranno. E se deleghiamo le scelte etiche alle macchine, perdiamo l’umanità.” Forte anche il richiamo alla responsabilità politica: “Non possiamo pensare che sia tutto neutro. Servono regole, formazione, consapevolezza. Perché il progresso è utile solo se è umano-centrico.”
Una chiamata collettiva alla consapevolezza
Il convegno si è concluso con un messaggio condiviso da tutte le relatrici: l’intelligenza non è solo quella misurabile, né solo quella programmabile. È quella che sente, che ascolta, che agisce per il bene comune. Una qualità da coltivare nella scuola, nella tecnologia, nella politica e nelle relazioni quotidiane.
“Intelligenza Artificiale – Intelligenze Umane” ha rappresentato molto più di una lezione sulla tecnologia: è stato un viaggio collettivo tra emozioni, etica, scienza e futuro, alla scoperta di ciò che ci rende – ancora e nonostante tutto – profondamente umani.
A chiudere l’incontro, la musicista Lunaspina Caruso ha regalato un momento di intensa emozione interpretando due brani, accompagnata in coro dalle voci del pubblico, in un finale che ha unito arte e partecipazione collettiva.



