Rispetto dei diritti, della dignità e della professionalità dei lavoratori, difesa del “buon lavoro”, applicazione del regolamento comunale e garanzie salariali: sono le richieste che porteranno in piazza le lavoratrici e i lavoratori impegnati nell’assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli studenti con disabilità. Venerdì 25 luglio 2025, a partire dalle ore 9:30, è previsto un sit-in di protesta davanti alla sede dell’assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Catania, in via Dusmet 141. L’iniziativa è promossa dalla Fisascat Cisl di Catania e dall’Associazione Asacon ETS.
Sindacato e associazione puntano il dito contro l’avviso di accreditamento delle cooperative e degli enti, emanato dall’Amministrazione comunale di Catania il 30 giugno scorso, relativo al servizio di assistenza. Secondo la Cisl, la Fisascat Cisl e l’Associazione Asacom, l’avviso contiene criteri eccessivamente discrezionali per l’accreditamento delle imprese cui sarà affidato il servizio, in palese contrasto con quanto previsto dal Regolamento comunale e persino con le linee di indirizzo dell’ANAC. Le organizzazioni denunciano che tali criteri non garantiscono adeguatamente né i diritti dei lavoratori né quelli degli assistiti, minando così la qualità e l’efficacia del servizio pubblico.
«Noi vogliamo tutelare il buon lavoro, le imprese in regola, i lavoratori del settore, che da anni sono sfruttati e privati di ogni diritto contrattuale, e gli utenti finali, ovvero gli studenti con disabilità», affermano congiuntamente Maurizio Attanasio, segretario generale Cisl Catania, Michele Musumeci, segretario generale Fisascat Cisl e Maurizio Benincasa presidente associazione AsaCom.
«Con i criteri previsti nell’avviso – spiegano – vengono meno le forme di garanzia e trasparenza contenute nel quadro normativo vigente e nel regolamento del Consiglio Comunale. Si rischia di compromettere la formazione e l’aggiornamento dei lavoratori e, paradossalmente, persino la formazione obbligatoria su salute e sicurezza viene messa in discussione».
«Non solo: così com’è strutturato – aggiungono – l’avviso consente l’accreditamento anche a “soggetti” che non rispettano gli adempimenti previsti per Associazioni e Cooperative senza scopo di lucro. Sparisce inoltre quanto previsto dalle norme finanziarie sull’affidamento dei servizi sociali, che richiede la disponibilità economica di almeno una trimestralità del costo del lavoro dei dipendenti. Questa misura garantirebbe una maggiore continuità sia del servizio che del pagamento degli stipendi, soprattutto considerando che i tempi di riscossione delle fatture presentate oscillano spesso tra i due e i tre mesi».
Per Attanasio e Musumeci «l’assessore Brucchieri ha la memoria corta». «Apprendiamo con sorpresa – chiariscono – che nella sua replica affidata esclusivamente alla stampa, l’assessore ha omesso di rispondere nel merito delle questioni sollevate dalla Cisl con atti formali e puntuali, lasciando una blanda e alquanto discutibile risposta formale alla dirigente dell’assessorato. Dimentica – o finge di dimenticare – che la concertazione, tanto evocata nelle dichiarazioni pubbliche, è stata più volte richiesta dalla nostra organizzazione proprio in vista della programmazione del nuovo anno scolastico».
«Ricordiamo – continuano – che oggetto dei due incontri tenutisi a Palazzo degli Elefanti era il miglioramento delle tutele per i lavoratori e un maggiore controllo della spesa pubblica, alla luce delle note difficoltà finanziarie dichiarate dal sindaco Trantino che interessano proprio questo servizio. Tali incontri si sono conclusi con un’intesa sul riconoscimento in toto della parte economica del costo del servizio alle cooperative e con una richiesta esplicita, da parte dell’assessore, di ricevere proposte concrete a tutela del lavoro e dei diritti dei lavoratori da inserire nel bando di accreditamento».
«Proposte che la Cisl ha tempestivamente inoltrato nella stessa giornata del 19 giugno scorso, tramite PEC, e delle quali oggi non si trova alcuna traccia, anche di quanto condiviso in sede di confronto, nell’avviso di accreditamento. Alla luce di ciò, non possiamo che domandarci – pur auspicando di sbagliarci – se l’intero processo di concertazione non sia stato in realtà finalizzato esclusivamente alla ridefinizione dei costi del servizio e all’incremento delle spese di gestione in favore dei soggetti accreditandi, lasciando cadere nel vuoto il tema del contenimento dei costi, del controllo sul “buon lavoro” e, soprattutto, della tutela dei lavoratori».
«È infatti paradossale che nel nuovo avviso sia scomparso ogni riferimento alle garanzie occupazionali, alle condizioni salariali e alla qualità del lavoro. Eppure, è proprio questo un ambito nel quale si sono registrati – e si registrano ancora – gravi episodi di dumping salariale, stipendi non pagati da mesi e altre gravi violazioni che l’Amministrazione aveva dichiarato di voler contrastare attraverso l’applicazione pedissequa del nuovo regolamento».
«Infine – concludono Attanasio, Musumeci e Benincasa – vorremmo ricordare all’assessore e alla dirigente del Servizio che il sindacato e l’associazione hanno non solo il dovere, ma anche il mandato costituzionale di intervenire su queste gravi problematiche e, invece, i funzionari e la rappresentanza politica hanno l’obbligo di rispettare e far rispettare le leggi e gli atti di indirizzo degli organi di Stato e degli enti locali. Non si può gestire un servizio dal valore superiore agli 11 milioni di euro, ignorando l’impatto diretto che la deregolamentazione ha sulla vita dei lavoratori e sul servizio. Noi nel rispetto della legge e del mandato assegnatoci dai lavoratori, continueremo a chiedere risposte chiare, trasparenza e il rispetto degli impegni assunti nei tavoli di confronto».



