Firmato il decreto attuativo per gli incentivi all’autoimpiego – Rubrica Lavoro & Welfare

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Un nuovo impulso all’occupazione giovanile prende forma con la recente firma del decreto attuativo che rende finalmente operativi gli incentivi per autoimpiego, lavoro autonomo e professionale previsti dal cosiddetto “Decreto Coesione”. Il provvedimento, sostenuto da uno stanziamento complessivo di 800 milioni di euro, punta a favorire l’inclusione attiva dei giovani tra i 18 e i 35 anni che si trovano in situazioni di disoccupazione, inattività o fragilità sociale. Gran parte delle risorse, 700 milioni, arrivano dal Fondo Sociale Europeo Plus, mentre i restanti 100 milioni provengono dal PNRR, nell’ambito del programma GOL.

L’obiettivo dichiarato è duplice: da una parte promuovere la partecipazione al mondo del lavoro dei giovani, in particolare dei cosiddetti Neet, che non studiano e non lavorano, e delle persone disoccupate; dall’altra sostenere la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e professionali, accompagnando i giovani lungo tutto il percorso, dalla formazione all’avvio concreto delle attività. Il decreto delinea un sistema di accompagnamento che mette a disposizione tutoraggio, percorsi formativi e accesso a contributi per l’avviamento, in collaborazione con l’Ente Nazionale per il Microcredito, per garantire che buone idee possano tradursi in realtà solide e durature.

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Nello specifico il decreto prevede diverse forme di sostegno:

  • Servizi di formazione e accompagnamento: Percorsi personalizzati e supporto tecnico-operativo (anche attraverso Invitalia e l’Ente Nazionale per il Microcredito) per la progettazione e l’avvio delle attività, il tutoraggio e lo sviluppo delle competenze.
  • Voucher di avvio: Contributi a fondo perduto per l’acquisto di beni, strumenti e servizi necessari per l’avvio dell’attività. L’importo massimo può variare:
  • Fino a 30.000 euro (o 40.000 euro per beni e servizi innovativi/tecnologici/digitali o a favore della sostenibilità ambientale/risparmio energetico) per i beneficiari dell’“Autoimpiego Centro-Nord Italia”.
  • Fino a 40.000 euro (o 50.000 euro per beni e servizi innovativi/tecnologici/digitali o a favore della sostenibilità ambientale/risparmio energetico) per i beneficiari di “Resto al Sud 2.0” e residenti nelle aree del Centro Italia colpite dagli eventi sismici del 2009 e del 2016.

Per quanto concerne i contributi a fondo perduto per programmi di spesa, si evidenza che verrà finanziato sino al 65% dell’investimento per programmi di spesa sotto i 120.000 euro e fino al 60% (Centro-Nord) o 70% (Resto al Sud e aree terremotate del Centro Italia) per programmi di spesa tra 120.000 e 200.000 euro.

È importante sapere che l’incentivo è compatibile con l’anticipo della NASpI per l’autoimprenditorialità.

Nelle intenzioni del Governo, la misura intende anche agevolare il ricambio generazionale nelle attività d’impresa e nei lavori autonomi e professionali, riconoscendo la centralità della capacità di intraprendere e del lavoro di qualità come motore di crescita personale e collettiva. L’iniziativa, ora al vaglio degli organi di controllo competenti, rappresenta un passo concreto nella strategia del Governo per dare fiducia e strumenti ai giovani che scelgono di investire sul proprio futuro in Italia, trasformando risorse europee e nazionali in opportunità tangibili di autonomia e sviluppo.

Giuseppe Emiliano Bonura

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