Quale futuro per l’ODA? Il racconto del Summit odierno con l’Arcivescovo Mons. Renna e i vertici della Fondazione

ODA Opera Diocesana Assistenza Catania
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Oggi l’ODA, così come era stato preannunciato, è stato teatro di un importante incontro tra l’Arcivescovo metropolita di Catania, monsignor Luigi Renna, l’avvocato Adolfo Landi, presidente della Fondazione e la stampa.

Tema dell’incontro la situazione dell’Ente e le sue problematiche, in gran parte connesse alle difficoltà gestionali e alla vertenza in corso con i dipendenti, molti dei quali attualmente si trovano ad avere ben sette mensilità arretrate di stipendio.

Nel corso dell’incontro l’Arcivescovo, dopo aver ringraziato gli operatori dell’informazione per l’attenzione riservata alla vicenda dell’ODA, ha avuto parole di stima e di apprezzamento nei confronti dell’avvocato Landi, sia come commissario dell’Ente che come presidente del Consiglio di amministrazione. Subito dopo si è soffermato sulla proposta di cedere in affitto per dodici mesi il ramo di azienda sanitario: una scelta, questa, dettata dall’esigenza di dare continuità all’azienda, garantire i diritti e il posto di lavoro ai dipendenti e, nel contempo, continuare ad assicurare l’utenza. Inoltre ha invitato tutti i soggetti in vario modo interessati alla risoluzione dei problemi a rifuggire dai populismi e a fare prevalere il senso di responsabilità, anche perché l’interesse della diocesi è esclusivamente quello di tutelare il lavoro, il grande patrimonio di professionalità, di competenze e di dedizione degli operatori e dare continuità all’opera meritoria che rappresenta, al di là della contingenza, un fiore all’occhiello della realtà catanese.

Successivamente ha preso la parola l’Avvocato Landi, il quale ha ringraziato Monsignor Renna per la stima e per l’apprezzamento del lavoro svolto, e ha sottolineato come queste dichiarazioni fossero per lui particolarmente importanti: “mi ripagano in qualche modo di qualche cattiveria che ho dovuto subire”. Subito dopo si è soffermato sulla scelta di dare in affitto per un anno il solo ramo sanitario dell’azienda, fermo restando ovviamente la possibilità di prorogare o meno la durata del contratto. Ha specificato che verranno poste determinate condizioni, a partire dall’impegno a mantenere il livello retributivo e i diritti di cui godono attualmente i lavoratori, il mantenimento del numero dei dipendenti e la valorizzazione delle professionalità e delle competenze del personale dell’Oda. Il Presidente ha specificato inoltre che la scelta di concedere in affitto il ramo di azienda sanitaria avverrà tramite bando pubblico a cui verrà data ambia pubblicità sia sugli organi di informazione regionale che su quelli nazionali e che le imprese partecipanti dovranno avere un volume d’affari non inferiore al 50% di quello dell’Oda. Invece, rispetto ad alcune affermazioni veicolate da qualche media relativa al fatto che l’Oda non ha presentato i bilanci a partire dal 2022, l’avv. Landi ha affermato che non c’è nessun obbligo al riguardo poiché l’Ente è una fondazione che è iscritta ad un registro della Camera di Commercio ma non è obbligata a presentare i bilanci alla Camera di Commercio stessa.

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Inoltre, nel corso del suo intervento, l’avvocato Adolfo Landi si è soffermato anche sulla situazione debitoria, sostenendo a questo proposito che l’ODA sconta i problemi ereditati dalle gestioni precedenti e che si trova ad operare in una situazione di svantaggio rispetto ad altre aziende concorrenti. Primo perché la regione non ha ancora proceduto all’adeguamento dei maggiori costi derivanti dagli adeguamenti contrattuali riconosciuti ai lavoratori e dall’incremento dei costi per servizi e forniture; e secondo perché l’ODA non può godere neppure della decontribuzione Sud del 30 per cento a causa di un emendamento proposto da un parlamentare dei 5/Stelle e approvato dal Parlamento. In conclusione, con riferimento infine al saldo degli stipendi pregressi, il presidente dell’ODA, l’avvocato Landi ha sostenuto che al novantanove per cento saranno pagate entro dicembre.

A conclusione del racconto dell’incontro è importante sottolineare come lo stesso sia stato preceduto da un confronto con i diversi sindacati cittadini: tra i presenti il segretario generale della CISL Catania, e il segretario generale della UGL Catania, e per le altre sigle sindacali erano presenti i responsabili di categoria. Le rappresentanze sindacali, dopo aver valutato positivamente la scelta di dare in affitto per un anno il solo ramo d’azienda sanitario, hanno chiesto all’unisono di essere coinvolti nella definizione dei patti e delle condizioni da porre a base del contratto d’affitto. Infine hanno insistito sulla necessità di accorciare il più possibile i tempi per il pagamento delle spettanze arretrate, in quanto quasi tutti i lavoratori vivono una situazione di grave disagio che si ripercuote anche sulla tenuta psichica dei nuclei familiari.

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