Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani accoglie con profonda soddisfazione la notizia dell’inaugurazione del progetto “Il mare è di tutti” a Trappeto, che ha dotato le spiagge di Ciammarita e Casello di passerelle accessibili e di sedie speciali “Job” per permettere alle persone con disabilità di vivere pienamente e in sicurezza l’esperienza del mare.
Non si tratta soltanto di un intervento infrastrutturale, ma di un segnale culturale forte: il riconoscimento che l’accesso ai luoghi della bellezza e della socialità non può essere un privilegio riservato a pochi, ma un diritto che la comunità deve garantire a ciascun individuo, senza eccezioni.
Le parole del sindaco Santo Cosentino e dell’onorevole Marco Intravaia testimoniano che, quando amministrazioni, istituzioni e associazioni dialogano e cooperano, l’accessibilità diventa una realtà tangibile, e non un ideale irraggiungibile. Il coinvolgimento dell’Associazione Siciliana Medullolesi Spinali di Palermo e delle altre realtà del territorio dimostra come la società civile sia capace di essere motore di cambiamento e custode di diritti fondamentali.
Come CNDDU, ribadiamo che l’abbattimento delle barriere architettoniche non è un’opera “straordinaria”, ma un dovere ordinario di civiltà. La libertà di camminare, di immergersi, di sentire l’acqua sulla pelle non è una concessione: è parte integrante del diritto alla dignità e alla piena partecipazione alla vita sociale.
Trappeto oggi ha mostrato che un Comune, anche di piccole dimensioni, può lanciare un messaggio nazionale: un Paese inclusivo si costruisce metro dopo metro, passerella dopo passerella, fino a quando ogni spazio sarà davvero “di tutti”.



