Il sindaco Trantino era partito con il piede giusto, ma strada facendo… Ecco il quadro della situazione a Catania

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Buonasera e ben ritrovati nella rubrica di Hashtag Sicilia “Così è (se vi pare)“.

Confesso che il profilo scelto dal sindaco Trantino sin dall’inizio del suo mandato mi ha impressionato favorevolmente, forse perché non ne potevo più di vedere i primi cittadini della nostra città scortati da agenti in divisa o in borghese o seguiti da un codazzo di amici e clienti sempre allegri e plaudenti, come se la città negli anni scorsi navigasse nell’oro e tutto andasse a vele spiegate.

Incontrarlo da solo, con il suo incedere lento e il suo sguardo corrucciato e riflessivo, in via Etnea, in corso Italia e in qualche altra arteria del centro storico e incrociarlo qualche volta in macelleria o in un supermercato me l’ha fatto percepire come un cittadino normale, semplice, disponibile all’ascolto e aperto al confronto.

Confesso anche che in virtù di questo mio particolare approccio sulla valutazione del sindaco ero predisposto a concedere un certo credito, anche perché ero e sono consapevole che non è facile per nessuno amministrare una città caratterizzata da una forte componente di cittadini privi di senso civico, mal disposti a rispettare le regole e incuranti del bene comune.

Confesso però che vederlo all’opera, nella funzione di primo cittadino, non mi ha suscitato il medesimo entusiasmo, non solo perché in questi due anni e mezzo di mandato non mi è capitato di incontrarlo a Librino, a Nesima o in qualche altro quartiere difficile, ma anche perché non mi risulta che sia facile per il cittadino comune interloquire con lui, visto che non ha deciso di dedicare un giorno alla settimana o al mese all’ascolto dei catanesi, come fanno tanti altri sindaci.

Ma la cosa che mi ha deluso maggiormente sono le esternazioni su Facebook e le dichiarazioni alla stampa, quasi sempre protese a nascondere la polvere sotto il tappeto. Talvolta mi sembra che viva in un pianeta diverso da quello in cui sono costretti a vivere i catanesi.

Dico questo perché nessuno dei problemi che affliggono questa nostra martoriata, ma bellissima città risulta avviato a soluzione, anzi quasi tutti i suoi mali sembrano aggravarsi giorno dopo giorno.

Da quello della raccolta dei rifiuti, che continua ad essere da terzo o quarto mondo (ci sono zone centrali della città dove sabato e domenica non vengono ritirati i rifiuti e non vengono svuotati i contenitori) ad eccezione di corso Italia, di via XX Settembre e di una buona parte di via Etnea con le annesse piazze Verga, Università e Duomo a, a quello del traffico e del parcheggio selvaggio (si continua imperterriti a posteggiare auto e moto sui marciapiedi e in seconda e terza fila, non in qualche quartiere periferico, ma nelle strade di accesso all’area mercatale di piazza Carlo Alberto).

Per non parlare dei parcheggiatori abusivi diventati, a qualsiasi ora del giorno e della sera, un vero e proprio incubo, una vera e propria emergenza sociale e un problema di sicurezza di prima grandezza, come dimostra il tragico episodio verificatosi qualche giorno fa in Corso Sicilia, nello spiazzo davanti alla LIDL.

Un fenomeno, quello dei parcheggiatori abusivi, che coinvolge cittadini italiani e stranieri e che riguarda soprattutto il centro storico e, in particolare tutte le strade di accesso alla cosiddetta “Fera O Luni” e a piazza Turi Ferro, vale a dire zone ben delimitate.

Rispetto al fenomeno dei parcheggiatori abusivi voglio dire che tra questi ci sono sia stranieri che catanesi o comunque italiani. Mentre con riferimento agli atti di violenza non mi sembra di grande utilità sostenere che a delinquere siano soprattutto persone di colore, non solo perché a delinquere ci sono anche persone con la pelle chiara, ma anche perché si rischia di dire un’ovvietà: chi arriva nel nostro paese su barconi insicuri ed ha subito soprusi e torture di ogni tipo e vive spesso ai margini e in condizione di estrema povertà ha, ovviamente una carica di violenza maggiore di chi non è passato da un percorso di sofferenza e vive nel degrado e nella emarginazione.

Con ciò non voglio dire che occorre chiudere un occhio nei confronti delle persone di colore che delinquono. No. Assolutamente no. Chi delinque e commette reati va perseguito e condannato, a prescindere dal colore della pelle.

Perché a chi subisce un atto di violenza o un furto non interessa sapere se sia bianco, nero o giallo, interessa sapere che venga acchiappato e punito.

Che dire poi del mercato storico di piazza Carlo Alberto dove regna un clima di assoluta illegalità:

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  • assenza di delimitazione degli spazi dove collocare gazebo o ombrelloni;
  • esercenti privi di contenitori dove mettere le custodie di calzature, capi di abbigliamento ecc. (ad eccezione dell’area di vendita di prodotti alimentare dove, invece, ci sono i contenitori, anche se insufficienti);
  • assoluta mancanza del rispetto da parte dei feraioli degli orari di apertura e chiusura;
  • abusivismo dilagante;
  • difficoltà inenarrabili per accedere e per uscire dal parcheggio Bellini.

Pensate non si riesce da parte dell’amministrazione neppure a vietare in tutte le strade che si dipartono da piazza Carlo Alberto e sboccano su corso Sicilia l’accesso e il parcheggio delle macchine, prima che gli addetti alle pulizie raccolgono i rifiuti. Insomma una sorta di terra di nessuno dove le regole e le leggi sono un optional !

Ad alcune di queste mie denunce qualcuno obietterà che gli organici delle forze dell’ordine sono sottodimensionati e che il corpo dei vigili urbani continua a soffrire carenza di personale.

Rispetto a queste contestazioni, senza avere la pretesa di insegnare il mestiere a chi è attrezzato meglio di me, mi chiedo: come mai in tutte le manifestazioni sportive e in tutti gli spettacoli musicali che si svolgono (contro ogni logica) al Giardino Bellini ci sono decine e decine di vigili urbani e nelle strade di Catania non si avverte neppure l’ombra? (Mi correggo da due giorni nello spiazzale adiacente alla LDL si notano due macchine di vigili urbani).

E ancora: che senso ha avere un’autoblindo e due gazzelle ferme in piazza Università con alcuni agenti seduti al poso di guida ed altri accanto ai veicoli quando lungo via Garibaldi, via Etnea, corso Sicilia non si vede un agente?

Con riferimento, infine, ai problemi dell’ordine pubblico e della sicurezza da più parti si invoca l’intervento dell’esercito, come una sorta di panacea in grado di curare tutti i mali, senza sapere però che i soldati possono certamente essere impiegati in compiti di ordine pubblico, ma solo in circostanze eccezionali di prevenzione della criminalità e sotto la supervisione dei prefetti e a fianco delle Forze di Polizia.

Quindi a mio giudizio le soluzioni più consone ed efficaci rispetto ai problemi di ordine pubblico e di sicurezza di Catania mi sembrano, quelle di chiedere al governo Meloni di battere un colpo, di aumentare ora e subito in modo significativo gli organici delle forze dell’ordine e autorizzare i comuni ad agire in deroga alle leggi vigenti per colmare tutti i vuoti del corpo dei vigili urbani.

A questo proposito non possiamo non denunciare il fatto che non avere approvato entro il 30 aprile il rendiconto finale del bilancio 2024, da parte del comune di Catania, tra le tante conseguenze, ha anche quella della mancata assunzione di ben 100 vigili urbani.

Ultima notazione: sostenere sulla base dei dati che a Catania è diminuito il numero dei reati è certamente utile ai fini statistici, ma non credo sia un argomento che può tranquillizzare chi vive una situazione di insicurezza. Concludo ponendo due punti di domanda.

Il primo: questo modo di amministrare improntato a lasser faire e a sciatteria è frutto del convincimento, da parte del sindaco e della maggioranza che lo sostiene, del fatto che all’orizzonte non si intravvede una alternativa credibile?

Secondo punto di domanda: questo andazzo, volto a lasciar marcire i problemi, è il frutto avvelenato di una lotta interna ai partiti della maggioranza finalizzata a mettere in cattiva luce il sindaco? A voi l’ardua sentenza

Per tutti questi ragionamenti in merito alla situazione in città vi diamo appuntamento a questa sera alle ore 20.00 con la nostra prima visione trasmessa sulla nostra pagina Facebook, sul nostro canale Youtube, e sui nostri altri canali social. Non mancate!

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