Il Ciavuri e Sapuri di Fest 2025 si conclude davanti a decine di migliaia di visitatori, con un arrivederci al 2026

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Domenica sera a Mondello, davanti a decine di migliaia di persone, in gran parte giovani e giovanissimi, si è conclusa la VI edizione del “Ciavuri e Sapuri Fest“ che quest’anno è stata impreziosita dalle esibizioni e dalle performances di numerosi cantanti, artisti e uomini di cultura, mobilitati dall’associazione “A Nome Loro – Musiche e Voci per le Vittime di Mafia”.

All’inaugurazione della Kermesse, promossa e organizzata dalla CNA di Palermo, oltre ad aver partecipato Gabriele Rotini, capo di gabinetto della presidenza nazionale della Confederazione Artigiani e Imprenditori d’Italia, i vertici regionali Filippo Scivoli e Pietro Giglione, nonché il presidente, il segretario provinciale e il direttore di Palermo, rispettivamente Mimmo Provenzano, Pippo Glorioso e Mario Leone; hanno presenziato anche l’onorevole Edy Tamayo, assessore regionale alle attività produttive, il deputato nazionale Carolina Varchi, il presidente della commissione regionale antimafia, l’onorevole Antonello Cracolici, l’onorevole Mario Gianbona, l’assessore alle attività produttive del comune di Palermo, Giuliano Forzinetti, l’avvocato Antonio Tito, console onorario del Burkina Faso.

Tanti i momenti salienti della manifestazione: citiamo in primis il dibattito sul tema “Impegno comune contro le mafie: politica, imprese e terzo settore, per costruire una nuova visione futura”, aperto da Pippo Glorioso e condotto da Antonio Amadore, giornalista del Sole 24 Ore.

Molte le questioni emerse durante il dibattito: l’emergenza abitativa, l’aumento della povertà, la solitudine dei giovani, l’esempio di alcuni imprenditori a resistere alle pressioni e alle minacce della mafia. Numerose anche i segnali positivi – anche se ancora insufficienti – che cominciano ad arrivare dalle istituzioni, soprattutto per garantire il diritto alla casa e nella lotta alla povertà.

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Del dibattito sull’impegno contro le mafie abbiamo intervistato quasi tutti i protagonisti, in particolare: Gabriele Rotini e Pippo Glorioso della CNA, padre Sergio Ciresi, direttore della Caritas, la pianista e compositrice Sade Mangiaracina, presidente di “A Nome Loro“ e organizzatrice delle serate del 6 e del 7, Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio di PA-EN, l’onorevole Antonello Cracolici, presidente della commissione regionale antimafia, Filippo Parrino presidente regionale Legacoop, l’onorevole Fabrizio Ferrandelli, assessore al comune di Palermo, l’avvocato Antonio Tito, console onorario del Burkina Faso.

Particolarmente significativi sono stati anche l’indirizzo di saluto del vice presidente della Camera dei Deputati, onorevole Giorgio Mulè, che si è detto dispiaciuto del mancato sostegno economico da parte della Regione siciliana all’associazione antimafia, impegnandosi, nel contempo, a sostenerla in futuro anche come Camera dei Deputati; l’intervento del dottor Pietro Grasso, già Procuratore Nazionale Antimafia ed ex presidente del Senato, che si è soffermato sull’importanza di custodire la memoria e sul ruolo delle istituzioni e dei giovani nella lotta contro la mafia; la testimonianza di alcuni dei parenti delle vittime innocenti della mafia, tra le quali particolarmente toccante quella di Nino Morana, nipote di Nino Agostino e Ida Castelluccio, trucidati dalla mafia, e di Giovanni Impastato, fratello di Peppino; le performance di numerosissimi artisti siciliani e nazionali che hanno allietato le quattro serate.

Protagonisti dell’evento concepito per promuovere le imprese dell’agroalimentare palermitano e siciliano sono stati maestri pasticceri, casari, produttori di vino, di olio, di liquori, di essenze e confetture, panificatori specializzati nella produzione di tutti diversi tipi di sfincione (palermitano, bagherese, corleonese), nonché ceramisti e cartari.

La mostra espositiva dei prodotti siciliani particolarmente apprezzata dalle migliaia di visitatori, quest’anno è stata arricchita dalla presenza di due stand del Burkina Faso e del Ghana che hanno proposto tantissime produzioni: dagli abiti, dalle borse e dai foulard confezionate in modo artigianale, alle collane e ai bracciali.

Percorrendo il lungomare di Mondello che anche quest’anno ha ospitato il “Ciavuri e Sapuri Fest“ abbiamo assistito ai balli sfrenati e liberatori di migliaia di giovani sino all’una di notte. Ci siamo fatti trasportare dai concerti, dagli spettacoli e dal cabaret messi in scena dai Tammuna, e da Nicolò Corneli Full Band, Angelo Sicurella B2B, Pisk, nonché dai Quaranta che ballano, da Ditonellapiaga, Giulia Mei, Roberto Lipari,Davide Shorty, Popshock e Mor, Dimartino, Neri per Caso , Almagretta, Sakalab e More.

Abbiamo ascoltato anche innumerevoli commenti sulla qualità dei concerti, degli spettacoli e delle manifestazioni sportive e soprattutto sul modello proposto dalla Cna di Palermo che, a giudizio di molti, andrebbe esportato su tutto il territorio nazionale.

Un modello che ha proposto e propone un’organizzazione, la Cna, in grado di rappresentare e difendere con amore e passione gli interessi dei propri associati e di tutti gli operatori economici e, nel contempo, di farsi carico di importanti problemi sociali che interessano tutti i cittadini. Una caratteristica che ha sempre caratterizzato la Cna a tutti i livelli, ma che oggi rappresenta quasi una vera e propria metamorfosi in grado di farla percepire a tutti e a tutte come una vera e autentica forza sociale al servizio dei propri associati e del Paese.

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