Legge di Bilancio: le aspettative dell’autotrasporto per il 2026

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Il settore dell’autotrasporto merci per conto terzi, spina dorsale della logistica italiana, guarda con attenzione e una punta di apprensione all’iter della prossima Legge di Bilancio.

In un contesto economico ancora incerto, caratterizzato da costi operativi in continuo aumento e dalle stringenti normative europee sulla transizione ecologica e digitale, le imprese chiedono al Governo non solo il rinnovo degli incentivi “storici”, ma anche l’introduzione di misure strutturali capaci di accompagnare la sostituzione del parco veicolare e di garantire competitività a lungo termine.

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La principale preoccupazione del settore ruota attorno al “caro carburante”, che rimane una voce di spesa determinante per la quale l’Italia staziona sempre tra i primi posti in Europa per i maggiori costi del carburante (dopo Danimarca, Olanda, Irlanda, Finlandia, e Belgio).

Gli obiettivi di decarbonizzazione imposti dall’Ue si fanno sempre più pressanti. L’autotrasporto chiede che la prossima Legge di Bilancio renda effettivamente fruibili le risorse annunciate da tempo per l’acquisto di veicoli a elevata sostenibilità e offre sostegni concreti per la creazione delle infrastrutture di rifornimento alternative, cruciali per un’effettiva transizione. Crediamo però che in questa fase, la Legge di Bilancio debba puntare decisamente sulla promozione dei biocarburanti, fruibili da subito e a costi competitivi.

Altra sfida cruciale è la carenza di autisti professionali. Le imprese stimano un fabbisogno crescente di personale qualificato. A tal proposito, le richieste per il 2026 si concentrano sugli incentivi per l’acquisizione dei titoli professionali per la guida e sui fondi per la formazione continua, essenziali per aggiornare le competenze di un settore in rapida evoluzione tecnologica e normativa.

La prossima Legge di Bilancio deve rappresentare anche l’occasione per intervenire concretamente e celermente sulle criticità della viabilità, compresa l’esigenza di gestire i cantieri stradali in maniera tale da ridurre al minimo le file e i conseguenti tempi di percorrenza.

L’autotrasporto sollecita, inoltre, incentivi per modernizzare e digitalizzare, uniformemente, i terminali intermodali .

In sintesi, l’autotrasporto conto terzi non chiede solo “ristori” emergenziali, ma un quadro di certezze finanziarie e normative che permetta di pianificare gli investimenti necessari per il futuro.

L’autotrasporto chiede di essere messo nelle condizioni di poter investire nel proprio futuro con serenità e programmazione, piuttosto che dover rincorrere le emergenze e cercare di sopravvivere a ogni singola crisi.

Da CNA Nazionale – Patrizio Ricci

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