Oggi, 3 ottobre, si sta svolgendo lo sciopero generale nazionale proclamato in supporto della popolazione di Gaza. Centinaia di iniziative a sostegno della Global Sumud Flotilla, della pace e del diritto internazionale sono in corso in diverse città italiane, tra le quali Catania.
Tante anche le sigle sindacali che hanno aderito alla mobilitazione, tra le quali la CGIIL. A Catania questa mattina il concentramento si è tenuto al Porto alle 9.30: da lì è partito il corteo cittadino che ha attraversato le vie principali per raggiungere Castel Ursino, dove si sta tenendo in questi minuti il comizio conclusivo.
Lo sciopero coinvolge tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata, con la garanzia delle prestazioni indispensabili previste dalle regolamentazioni di settore.
La decisione di proclamare la giornata di sciopero e di mobilitazione odierna nasce dalla condanna dell’aggressione contro navi civili che trasportavano cittadine e cittadini italiani impegnati in un’azione umanitaria. Un atto definito da più parti “di gravità estrema”, che ha messo a rischio la vita e la sicurezza di lavoratrici, lavoratori e volontari imbarcati. Non solo un crimine contro persone inermi, ma anche un vero e proprio attacco ai principi fondanti della Costituzione, che sanciscono il diritto alla solidarietà e alla pace.
Dal fronte delle manifestazioni emerge inoltre la denuncia contro le scelte del governo italiano, accusato di aver abbandonato connazionali in acque internazionali, violando valori costituzionali e ostacolando un’azione umanitaria indispensabile a sostegno della popolazione palestinese, già duramente provata dalla guerra e dalla fame.
Anche oggi a Catania, come in altre città italiane, il corteo in corso vede sventolare centinaia di bandiere palestinesi e scandire slogan a sostegno della causa di Gaza. Voci di giovani, sindacati, associazioni e movimenti sociali si uniscono per chiedere il rispetto del diritto internazionale, la fine delle aggressioni e un impegno più deciso da parte delle istituzioni italiane ed europee.
In testa e lungo tutto il corteo risuonano cori contro il governo israeliano, accusato di genocidio, e contro l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, ritenuto complice con l’establishment israeliano e indifferente alla sofferenza del popolo palestinese.



