Ben ritrovati ad una nuova puntata della nostra rubrica “L’Intervista” – il format che ci consente di incontrare e ascoltare voci autorevoli di vari settori -, questa sera dedicata ai temi dello sviluppo e della mobilità in Sicilia. Ospiti dell’episodio odierno sono il professor Francesco Russo, docente dell’Università di Reggio Calabria ed esperto di pianificazione dei trasporti, e Giovanni Pistorio, segretario regionale della Fillea CGIL.
Il confronto ha messo in luce ritardi, carenze e prospettive del sistema infrastrutturale siciliano, tra linee ferroviarie ferme nel passato e diverse celebri reti viarie ormai al collasso.
Durante la nostra chiacchierata il professor Russo ha chiarito un punto essenziale: in Sicilia non si sta realizzando l’alta velocità, ma soltanto una linea convenzionale. Secondo i documenti ufficiali dell’Unione Europea, infatti, la vera alta velocità si fermerà a Praia a Mare, lasciando fuori Calabria e Sicilia almeno fino al 2050. “È una fotografia della realtà, non un giudizio politico – ha sottolineato Russo –. Fino ad allora dovremo accontentarci di linee tradizionali.”
Sul fronte stradale, entrambi gli ospiti hanno richiamato l’attenzione sulla tangenziale di Catania, divenuta ormai un simbolo del traffico e della lentezza amministrativa. La sua saturazione, spiegano, provoca una perdita economica stimata in oltre 200 milioni di euro l’anno. “Una nuova arteria alternativa – ha aggiunto Russo – sarebbe un investimento che si ripagherebbe in pochi anni, riducendo i costi e migliorando la qualità della vita.”
Tra le opere prioritarie figurano anche il completamento della Nord-Sud, asse fondamentale per collegare l’interno dell’isola, e della Siracusa-Gela, autostrada storica nata per unire i poli industriali di Augusta e Gela ma rimasta incompiuta.
Nel corso della nostra intervista è emerso anche come – secondo Giovanni Pistorio – la sfida per il miglioramento delle infrastrutture passi anche dalla collaborazione tra università, sindacati e imprese: “indispensabile per elaborare proposte condivise e incidere sulle scelte politiche. Solo creando rete possiamo smuovere l’opinione pubblica e far emergere il bisogno di infrastrutture vere, non promesse.”
A chiusura, l’appello dei nostri ospiti è stato chiaro: “Le risorse ci sono, manca la volontà di programmarle. Bisogna ascoltare chi lavora e produce, perché sono loro a conoscere la realtà del territorio.”
Per tutti questi temi, e molti altri ancora, non ci resta che darvi appuntamento alle ore 20.00 con la nostra prima visione trasmessa sulla pagina Facebook, sul canale Youtube, e su tutti gli altri canali social del giornale. Non mancate!



