La diocesi di Catania per meglio valorizzare il territorio e le chiese del centro storico ed offrire a cittadini e turisti una proposta culturale più ampia ed integrata, propone un itinerario a tappe sui luoghi più rappresentativi del barocco catanese e del culto di Sant’Agata. Un “viaggio” alla scoperta di monumenti, siti archeologici ed altro, ricchi di memoria ed arte che accompagnano il visitatore a riscoprire lo splendore di questi luoghi di culto e della storia della Catania sotterranea venuta alla luce dopo il terremoto del 1693. Un intelligente utilizzo dei beni culturali della chiesa che sono testimonianza viva di fede e arte che si è affermata nei secoli e si snoda tra le chiese Cattedrale, Collegiata, “Trittico Agatino” (Sant’Agata al Carcere, Sant’Agata la Vetere e San Biagio in Sant’Agata alla Fornace), per includere poi anche le Terme Achilliane e il Museo Diocesano.
È questo il progetto che si pone la società ARCA che si rinnova nei suoi “vertici” e propone un “Parco Culturale” dal titolo “ArtEcclesiae Catania” che ha come centro organizzativo e culturale il museo Diocesano per realizzare servizi di supporto alla fruizione culturale e turistica dei beni ecclesiastici, coordinare e gestire iniziative culturali in relazione alla specificità del target dei visitatori dei pellegrini e delle loro motivazioni di viaggio. Il progetto sarà portato avanti rinnovando anche, in modo più agevole e moderno, bigliettazione e prenotazioni ai percorsi con aree riservate agli operatori professionali del turismo per offrire una vasta gamma di itinerari e visite guidate. Sarà allestito anche un moderno bookshop all’ingresso del Museo Diocesano che affiancherà un agevole info-point.
“Possiamo dire – commenta l’arcivescovo Luigi Renna – che questo salto di qualità permette a Catania di entrare a pieno titolo nel circuito delle città d’arte”. “Si tratta di potenziare un servizio – prosegue l’arcivescovo – che comporta naturalmente dei costi, ma che offre in cambio una maggiore conoscenza e valorizzazione della città. Da questo punto di vista basta guardarsi attorno, in Italia e in Europa, per trovare esperienze simili: a Venezia, Verona, Palermo, Bari”.
Per questo motivo la società “Arca”, che fin dall’inizio si è occupata della gestione del Museo diocesano cambierà amministratore e rafforzerà lo staff organizzativo, avvalendosi di consulenze già sperimentate con successo in altri siti italiani. L’arcivescovo esprime il suo ringraziamento, “per il lavoro fin qui svolto con grande competenza e spirito di servizio”, all’avvocato Dario Sortino e preannuncia che la società ARCA, rinnovata e guidata dal nuovo presidente dott. Paolo Babbo e i suoi collaboratori, è pronta ad iniziare sotto i migliori auspici questa nuova “avventura” – sotto l’alta sorveglianza della Diocesi – che permetterà anche un orario prolungato di apertura di tutti i siti coinvolti.
“L’esigenza di questo rinnovo – spiega il direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, don Orazio Bonaccorsi -, è di voler progettare e realizzare un percorso culturale non frammentato ma unitario che segua una logica sia storica che teologica del patrimonio della città, immettendo così con immediato impatto il fruitore nella splendida e antica storia dell’Arcidiocesi di Catania”. “È così – prosegue – che si può rendere omaggio alle donne e agli uomini di Chiesa che ci hanno lasciato in eredità un patrimonio inestimabile che siamo chiamati responsabilmente a custodire e valorizzare per tramandarlo alle nuove generazioni”.
“Nell’affrontare con grande entusiasmo questo nuovo impegno – dichiara il neo-presidente di ARCA, Paolo Babbo – desidero ringraziare Sua Eccellenza Mons. Luigi Renna per la costante attenzione con cui ha accompagnato la genesi di questo percorso volto alla valorizzazione del patrimonio culturale della diocesi. La fiducia che ci è stata accordata rappresenta uno stimolo a continuare a migliorare le esperienze di gestione dei beni ecclesiastici, sulla scia dei risultati molto positivi già ottenuti con ArtWork in altre diocesi. ARCA – aggiunge Babbo – avvia questa nuova fase, in attesa del Giubileo Agatino del 2026, per consolidare la collaborazione con l’Arcidiocesi di Catania, ponendosi al servizio della comunità e dei visitatori nel rendere sempre più accessibili e accoglienti i luoghi della fede, dell’arte e della cultura. Il nostro progetto “ArtEcclesiae Catania” promuoverà una fruizione integrata dei beni ecclesiastici, una migliore esperienza di visita e contribuirà alla crescita dei flussi turistici, nel rispetto dell’identità e del valore religioso di ciascun sito. Siamo convinti – conclude – che la bellezza, se condivisa, possa diventare una forma concreta di sviluppo per la città e per tutto il territorio.
L’arcivescovo Luigi Renna, infine, ricorda che, gli itinerari della Diocesi non si esauriscono nella proposta di ArtEcclesiae, ma si affiancano ed ampliano anche nella offerta della società “Pulcherrima” per la fruizione e la visita di un’altra porzione di beni della diocesi (Badia di Sant’Agata, chiesa della SS. Trinità, Chiesa di Sant’Agostino con il percorso delle catacombe, chiesa di S. Giuseppe al Duomo e chiesa di Santa Maria dell’Aiuto con la Casa di Loreto) con tante altre attività culturali di supporto.



