Catania candidata a Capitale della Cultura 2028: il parere dei giovani, tra scetticismo ed entusiasmo

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«È indubbio che la cultura sia un elemento fondamentale per chiunque aspiri a raggiungere una posizione di rilievo all’interno della società, oltre che per conoscere il mondo di cui si è cittadini. Ritengo che la candidatura rappresenti un segnale forte e positivo, sintomo dell’amore ritrovato per la nostra città. Un’eventuale nomina sarebbe motivo di orgoglio per Catania e per il Sud in generale, troppo spesso screditato» dice Matilde, 17 anni.

Antonio, 16 anni, non è dello stesso avviso: «Dal mio punto di vista la cultura ricopre un ruolo fondamentale all’interno della formazione di qualsiasi individuo, perché è ciò che gli garantisce la libertà intellettuale e l’emancipazione sociale. Per quanto riguarda la candidatura di Catania, ritengo che la città non sia ancora pronta: pur essendo ricca di arte, cultura e storia, la sua gestione è carente e i suoi abitanti non ne apprezzano appieno il valore».

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Pareri non univoci. 
Il tema? La candidatura di Catania a Capitale della Cultura, candidatura presentata qualche settimana fa.

É chiaro l’obiettivo verso cui si sta muovendo il Comune di Catania, coadiuvato da diverse società specializzate in consulenza direzionale e progettazione culturale. Proprio giovedì 6 novembre Palazzo della Cultura ha ospitato un momento cruciale per il percorso di candidatura della città: nel corso di un incontro, a cui ha preso parte anche il sindaco della città Enrico Trantino, è stato presentato il dossier Catania Continua. Il documento, consultabile sul sito www.cataniacontinua2028.it, contiene le ragioni della candidatura, il progetto culturale, l’idea di governance di Catania 2028 e le prospettive per gli anni a venire.

«Mi piacerebbe che la cultura fosse qualcosa di più vicino a noi giovani. Spesso viene vista come qualcosa di noioso o riservato agli adulti, ma in realtà dovrebbe essere un modo per esprimersi e sentirsi parte della città». Queste le parole di Francesco, 15 anni.

«Credo che a Catania si parli troppo poco di cultura tra i giovani, specie in alcuni quartieri più poveri della città. Mi piacerebbe che la città investisse di più in ambienti dedicati ai ragazzi, dove poter studiare, suonare o semplicemente confrontarsi»  afferma invece Vittoria, 16 anni.

Questi sono alcuni dei desideri dei giovani catanesi alla luce della candidatura. 

Non resta che attendere il 18 dicembre, data entro la quale il ministero della Cultura comunicherà le 10 città candidate che accederanno alla fase di audizione. 

In caso di successiva nomina, avrà inizio un’intensa attività di preparazione che coinvolgerà la città a 360 gradi. L’intera amministrazione sta lavorando ininterrottamente alla causa: già stanziati fondi per 45 milioni di euro, a testimonianza dell’impegno concreto per un progetto ambizioso.

Catania potrebbe finalmente avere la meritata opportunità di mettere in risalto il proprio inestimabile potenziale, oltre che un’occasione impareggiabile di rinnovamento e rilancio culturale.

È questa la volta buona per regalare a Catania e ai catanesi un futuro migliore?

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