Anch’io, come tanti altri, ho gioito per l’elezione a sindaco di New York di Zohran Mamdani, un socialista democratico, musulmano e di origini indiane.
E mi sono rallegrato non solo perché la vittoria l’ha conquistata su un programma radicale, ma soprattutto per l’alta affluenza alle urne (la più alta da 50 anni) e perché è riuscito ad ottenere il voto dei giovani, dei poveri e degli operai.
Gioisco dunque per questo risultato straordinario, che ha dell’incredibile se si pensa alla complessità di una città opulenta come New York, ma mi guardo bene dal brindare con lo champagne, perché non mi posso permettere questa spesa e perché sono abituato a prendere con le pinze tutto ciò che viene dalla Grande Mela.
Mi sorprendono non poco i commenti e le esternazioni dei grandi sacerdoti dell’informazione che propinano, a ogni piè sospinto, e su tutto lo scibile umano “verità assolute”, sostenendo a proposito della vittoria di Zohran Mamdani, che con le sue proposte eversive in Italia non avrebbe mai vinto, in quanto -dicono costoro – da noi si vince “correndo al centro”.
Mi stupisce anche l’aggettivo eversivo, se penso che: i servizi pubblici gratuiti, l’indicizzazione delle retribuzioni, i salari minimi , gli asili e i nidi gratuiti, calmierare gli affitti, l’ equo canone, la tutela dei diritti individuali e collettivi non sono il comunismo dispiegato.
Sono stati per lungo tempo i propositi dei partiti della sinistra italiana e della parte progressista del mondo cattolico, tant’è che tra i loro sostenitori vengono annoverati personalità del calibro di Di Vittorio, Berlinguer, Lombardi, La Pira, Moro, solo per citare qualcuno dei grandi sovvertitori.
La stessa proposta di alzare l’imposta per le imprese dal 7,5 all’11,5% e di aumentare le tasse agli americani ricchi non mi sembra neppure la fine del mondo, se penso che in questi anni i ricchi sono diventati sempre più ricchi e che la nostra Costituzione afferma il principio che tutti devono contribuire alle spese pubbliche in base alla loro capacità economica, quindi chi ha più soldi può rinunciare a qualcosa per aiutare la comunità.
Inoltre mi sorprendono gli entusiasmi che si registrano nella galassia della sinistra italiana, soprattutto tra i sostenitori della linea della segretaria nazionale del partito democratico. Dai loro commenti sembra che per portare a votare gli italiani disaffezionati al voto, e risvegliare l’entusiasmo dei giovani e della povera gente verso i partiti del centro sinistra (o del cosiddetto campo largo), sia sufficiente sposare il modello del radicalismo e del nuovo socialismo alternativo. Magari dando a questo scopo un colpo di vernice al programma, colorandolo un po’ più di rosso, e il gioco è fatto.
Quelli che si oppongono, invece, alla Schlein sono più cauti, anche loro ovviamente sono lieti della vittoria di Mandami, ma pensano che la ricetta del nuovo sindaco di New York non possa essere trasferita sic et sempliciter in Italia, e che per poter prevalere nei confronti del centro-destra occorre maggiore attenzione verso gli elettori moderati, essere più pragmatici e meno “partigiani”.
A prescindere se hanno ragione i sostenitori della Schlein o i suoi oppositori interni ritengo che il cosiddetto campo largo, per poter avere una chance e competere con la Meloni, debba tenere in debita considerazione quattro fattori.
- Il primo: Mamdani vince grazie al voto e alla straordinaria mobilitazione dei giovani, da noi purtroppo i giovani non votano e sono lontani dai partiti e a votare ci vanno prevalentemente persone di mezza età e anziani.
- Il secondo: da noi nelle città con oltre 100.000 abitanti, inclusa Roma, vive il 23,3 per cento della popolazione contro il 40,01 per cento che invece risiede in comuni inferiori a 15.000 abitanti.
- Il terzo: in Italia le elezioni si vincono in provincia, dove il centro sinistra è minoritario ed è difficile sfondare. In queste zone inoltre vi è la necessità di maggiore sicurezza, di conseguenza gli elettori non potrebbero mai sposare una linea come quella del nuovo sindaco di New York che propone di ridurre gli organici delle forze di polizia.
- Quarto fattore: da noi a livello nazionale il centro sinistra ha vinto solo due volte grazie al coinvolgimento dei moderati.
Pertanto, il cosiddetto campo largo, per poter tentare di prevalere sullo schieramento guidato dall’onorevole Meloni, credo debba essere un vero e proprio campo largo, vale a dire includere i moderati; anche perché se è vero che la sinistra senza i moderati non vince, è anche vero che i moderati senza la sinistra non vanno da nessuna parte.
Ne consegue che se questo mondo vuole avere una chance deve costruire una vasta alleanza senza nessuna aprioristica esclusione o inclusione, ma basata su un linguaggio chiaro e un programma condiviso.
Occorre quindi un linguaggio meno paludoso e meno contraddittorio di quello utilizzato dai politici del centro sinistra che si distinguono per dire tutto e il contrario di tutto e per essere assolutamente incapaci di interloquire con i giovani e con la parte più povera della popolazione.
In aggiunta, oltre alla nettezza delle posizioni è necessario mettere al centro il lavoro, la redistribuzione della ricchezza, il diritto alla salute e alla istruzione, la lotta alla povertà, lo stop della corsa al riarmo, proponendo il tema del disarmo bilanciato e la sicurezza dei cittadini, perché senza sicurezza non c’è libertà.
Rispondere alla domanda di sicurezza vuol dire nel concreto:
- che le donne debbono poter uscire di casa senza il terrore di essere aggredite;
- che gli anziani debbano poter circolare nei quartieri periferici e nelle metropolitane senza il timore di essere derubati;
- che le famiglie non devono vivere con il terrore che i loro figli e nipoti siano preda di spacciatori senza scrupoli;
- che chi ha un diverso colore della pelle e un altro orientamento sessuale non debba vivere nella paura di essere preda di bande aduse a sbeffeggiare, insultare e picchiare.
Ciò comporta che occorre ora e subito potenziare gli organici delle forze di polizia, e nel contempo garantire la certezza della pena: per la stragrande maggioranza degli italiani è inaccettabile che si possa delinquere, rubare, spacciare, truffare e, talvolta anche uccidere senza scontare quasi mai un solo giorno di carcere.
Concludo dicendo: non so se Mamdani c’entra poco con l’Italia, non so neppure se conviene al centro sinistra sposare il modello di radicalismo e del nuovo socialismo alternativo che ha fatto vincere il nuovo sindaco di New York; quello che so è che per avere delle possibilità concrete di scalzare il centro destra dal governo deve superare al più presto la crisi di elaborazione e di proposta di cui soffre da troppo tempo.
Non spetta ad altri colmare questo vuoto, neppure all’informazione, l’informazione (quella pagata con i soldi di tutti i contribuenti) deve fare informazione senza sconfinamenti e partigianerie.



