Catania capitale delle tecnologie quantistiche con l’evento di NQSTI “QDeal25” 

Tecnologie quantistiche: un mercato potenziale da 500 miliardi di dollari nei prossimi anni. E l’Europa investe sulla Sicilia. A Viagrande (Catania) si è concluso QDeal25, il workshop tra imprese e ricerca per l'Italia Quantistica organizzato da NQSTI e Confindustria Catania

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«I numeri di mercato delle tecnologie quantistiche promettono di essere molto importanti: potrebbe valere 500 miliardi di dollari nei prossimi anni». Si è aperta con questa previsione la seconda giornata e ultima giornata di QDeal25, l’iniziativa promossa dall’Istituto Nazionale di Scienze e Tecnologie Quantistiche (NQSTI) insieme a  Confindustria Catania che ha visto delegati da tutta Italia – grandi industrie, startup innovative, centri di ricerca e istituzioni – incontrarsi per confrontarsi sulle strategie di sviluppo in uno dei settori più promettenti per il futuro tecnologico ed economico del Paese. A rendere nota la previsione è stato Federico Mattei, il primo degli speaker del workshop tenutosi il 20 e 21 novembre al Grand Hotel Villa Itria di Viagrande. Mattei è Quantum Ambassador per l’Italia e Quantum Business Developer per l’Europa di IBM, azienda attualmente leader mondiale nel quantum computing, che riporta la previsione di Boston Consulting Group che fa comprendere come il quantum stia evolvendo in una tecnologia dirompente come oggi è l’intelligenza artificiale.

A dare un perimetro del “quando” questa rivoluzione potrà attuarsi è stato Lucio Colombo, uno dei protagonisti del mondo imprenditoriale e tecnologico italiano ed europeo degli ultimi 40 anni, attualmente alla guida del Digital Innovation Hub Sicilia evicepresidente di Confindustria Catania e fino a settembre amministratore delegato di STMicroelectronics Italia. «Le ricerche ci dicono che vedremo computer classici e quantistici che lavorano insieme tra il 2030 e 2040, ma già oggi cresce il mercato della sensoristica e della comunicazione sicura», ha affermato nel corso della tavola rotonda su “Iniziative per un’imprenditoria quantistica in Italia” moderata dalla professoressa Elisabetta Paladino, ordinario di Fisica teorica della Materia presso l’Università di Catania e Spoke leader di NQSTI. La tavola rotonda ha visto tra i relatori Nicoletta Amodio (Confindustria e Fondazione Mai), Francesco Cataliotti (Università di Firenze, CNR e  Spoke leader NQSTI), Nicolò Targhetta (Euris) e Marina Natalucci (Osservatorio Digital Innovation Politecnico di Milano). Natalucci, che con l’osservatorio aiuta imprese e centri di ricerca a «valutare con i dati, oltre l’hype del momento» le evoluzioni del mercato delle tecnologie quantistiche, ha spiegato che siamo attualmente «in una fase precompetitiva». Che è però anche quella dove bisogna puntare agli investimenti mirati, anche e soprattutto dalle imprese. Come spiegato da Amodio «in dieci anni le imprese italiane hanno raddoppiato la loro spesa in ricerca, superando anche quella dei fondi PNRR. La ricerca privata anche negli ultimi anni ha investito il 7% in più del pubblico».

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Un settore strategico dunque per lo sviluppo del Paese quello delle tecnologie quantistiche, che vede l’Europa e l’Italia competere per la leadership mondiale con Usa e Cina. L’Unione Europea ha destinato ingenti fondi per lo sviluppo: si tratta in Italia di «oltre 4 miliardi di euro nella programmazione con i fondi FSE e FESR per le attività deep tech, tra cui le tecnologie quantistiche. Solo per la Sicilia i fondi superano i 600 milioni di euro e  300 sono già stati destinati a STMicroelectronics per lo sviluppo del nuovo stabilimento per il carburo di silicio a Catania. Il resto, con progetti da un minimo di 3 milioni di euro, sarà a disposizione delle imprese», ha aggiunto dopo la tavola rotonda Dario Cartabellotta, Dirigente generale del Dipartimento delle Attività Produttive della Regione Siciliana. Una opportunità da non perdere, considerando anche il termine nel 2026 delle progettualità legate al PNRR. Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza però lascerà migliaia di ricercatori formati per i quali esistono ora grandi prospettive lavorative nel privato. «Le imprese a oggi non riescono a trovare un milione di figure altamente specializzate in Italia», ha sottolineato Amodio, osservando che continuare a investire su progetti congiunti tra accademia e impresa permetterebbe di non disperdere il capitale di ricerca e formazione sin qui costruito. Il trasferimento tecnologico, la formazione e il placement sono del resto attività condotte dagli Spoke 8 e 9 di NQSTI. Tra le altre importanti iniziative  «c’è l’attività della Borsa del placement, che ha coinvolto 1.200 dottorandi e ricercatori», come ha ricordato Tommaso Aiello di Fondazione Emblema, che gestisce l’attività in partnership con NQSTI. La professoressa Paladino ha infine ricordato le possibilità di accedere a Master di secondo livello in partenership «con aziende con aziende come Thales Alenia, Algorithmiq, IBM, Rigetti e laboratori come quello di  INFN a Frascati o lo ESA-Lab»

La seconda giornata di QDeal25 ha visto anche gli interventi di rappresentanti di varie aziende e centri di ricerca: Nicolò Leone (Rotonium), Alfredo Massa (Quantumnet), Cristoforo Abbattista (Planetek), Vittorio Piccinini (Lutech), Claudio Pagano (It Svil), Giuseppe Palestra (Hero Vision), Daniela Salvoni (PTI – Photon Technology Italy), Massimiliano Proietti (Leonardo), Claudio Puglia (DSQM), che hanno illustrato varie attività di sviluppo  tecnologico negli ambiti del quantum computing, sensing, imaging e hardware.

L’Istituto Nazionale di Scienza e Tecnologia Quantistica (NQSTI) è un consorzio di ricerca finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con fondi Next Generation EU. Coinvolge 20 soggetti tra enti di ricerca, università e imprese. QDeal25 è la prima iniziativa nazionale dedicata al dialogo strutturato tra ricerca e industria nel settore delle Tecnologie Quantistiche. Il comitato organizzatore locale ha visto rappresentanti dell’Università di Catania, dell’INFN Sezione di Catania, del CNR-IMM e di Confindustria Catania.

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