A Catania il 29 novembre il nuovo libro di Gery Palazzotto: “Palermo Requiem, una storia italiana”

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L’intreccio tra Stato, magistratura, cosa nostra, pentiti e cacciatori di taglie tra gli anni Ottanta e i Novanta del secolo scorso: nato da un podcast (Loro lo sanno) con un indizio nascosto, Palermo Requiem (Marlin Editore) del giornalista e scrittore siciliano Gery Palazzottonarra una storia vera scritta come un romanzo. Una storia che riguarda tutta l’Italia, a dispetto del titolo, dove nulla cambia e tutto resiste. La tesi del libro: raccontare la stagione in cui Palermo è insieme laboratorio politico e terreno di coltura criminale. Un momento in cui si sperimenta una nuova resistenza sociale e si affina la macchina del depistaggio istituzionale, in cui la mafia uccide e lo Stato lascia morire. La formula: un ibrido tra noir e spy-story, saggio e inchiesta giornalistica.

Quella che sto cercando di raccontare è una storia di persone, di incontri casuali col destino, di trame intricatissime, scrive Gery Palazzotto nel libro, che verrà presentato sabato 29 novembre 2025alle ore 18 alla libreria Feltrinelli (via Etnea, 283) di Catania in compagnia dell’autore con Santi Bologna, giudice per le indagini preliminari a Caltanissetta. Modera la giornalista Katia Scapellato.

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Palermo Requiem si apre negli anni Settanta con una banda di ragazzini, un pallone e l’asfalto rugoso della strada. Ma nella Palermo del quartiere Resuttana-San Lorenzo niente (e nessuno) è quel che sembra. Nemmeno il narratore di questa storia, che in quel quartiere è nato e cresciuto e di alcuni protagonisti è stato amico. Così, da quella banda di bravi picciotti e chiodi storti usciranno poliziotti e giornalisti, traditori e mafiosi. Uno su tutti, Emanuele Piazza, reclutato nei servizi segreti e ammazzato da Cosa nostra il 16 marzo 1990. La sua, è la storia mai raccontata di una squadra speciale addestrata per dare la caccia ai latitanti di mafia con licenza di uccidere.

Gery Palazzotto

È autore di numerosi racconti e romanzi tra cui Di nome faceva Michele, Giù dalla rupe (Dario Flaccovio Editore), e la raccolta Fotofinish (Einaudi). Ha lavorato per vent’anni al “Giornale di Sicilia” come capo delle Cronache siciliane. Ghost writer e consulente editoriale, collabora con vari giornali, tra cui “la Repubblica” e “Il Foglio”. Ha scritto numerosi spettacoli teatrali tra cui Butterfly Blues, orazione civile per pianoforti e voce. È ideatore e autore della tetralogia di opere sui misteri delle stragi di mafia del 1992 prodotta dal Teatro Massimo di Palermo: Le parole rubate, I traditori (insieme con Salvo Palazzolo), Cenere e L’altro (di cui è stato anche regista). Nel 2022 per Taormina Arte ha scritto l’opera Invertiti dedicata a Pier Paolo Pasolini. Dal 2006 ha un blog, gerypalazzotto.it. È autore di podcast come Il soffio sulla cenere, sul depistaggio delle indagini sulla strage Borsellino, e Loro lo sanno che ha ispirato questa storia.

Citazione dal libro:

“Perché, lo ribadisco, la nostra storia è un intreccio di storie. Ci sono molti delitti, non ci sono altrettanti colpevoli, c’è qualche movente gettato lì per non scontentare nessuno, c’è il tempo che ha provato a lasciar sedimentare la rabbia (anche se la rabbia non sedimenta mai, al limite si cementifi­ca, cresce in verticale come un pilone di autostrada), eppure non c’è la fine. Una storia senza fine è una bici senza ruote, un coltel­lo senza lama, una minestra senza ingredienti”.

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