Una richiesta formale di chiarimenti è stata inviata al Comune di Catania dalle realtà aderenti al Patto Educativo Territoriale e di Sviluppo Sociale della Comunità del quartiere di di San Cristoforo, che puntano i riflettori sulla situazione della Biblioteca Concordia e del Centro culturale “Alberto Sordi” di via Playa, oggi chiusi e inaccessibili al quartiere. Il nodo nasce dalla Deliberazione di Giunta n. 57 del 19 settembre 2023, con cui l’Amministrazione ha indicato gli spazi del Centro culturale come sede degli interventi PNRR dedicati alle “Stazioni di posta” per persone senza dimora. Una destinazione che, secondo le realtà del Patto educativo, risulta incoerente con la storia e la funzione della struttura, nata con fondi pubblici come presidio culturale e sociale per un’area considerata tra le più fragili della città. La Biblioteca Concordia e la sala intitolata ad Alberto Sordi sono, infatti, da oltre vent’anni un punto di riferimento per attività formative, artistiche, laboratoriali, scolastiche e comunitarie. Nel 2022 la stessa Amministrazione aveva scelto proprio questi locali come sede della sua candidatura all’avviso nazionale “Giovani in Biblioteca”, a conferma del loro ruolo strategico per la crescita culturale delle nuove generazioni. “Non comprendiamo come si sia potuto ignorare questo percorso e ribaltare la vocazione della struttura” spiegano i promotori della richiesta, sottolineando la mancanza di informazioni sugli studi e sui criteri che avrebbero portato a individuare via Playa le esigenze previste dal progetto. La nota inviata al Comune – allegata in versione integrale – pone quindi tre punti centrali: chiarire la legittimità dell’atto, rendere pubbliche le valutazioni alla base della scelta e garantire la riapertura degli spazi nel rispetto della loro destinazione culturale. Per chi opera nel territorio, la riattivazione della Biblioteca Concordia rappresenta un tassello necessario per la rigenerazione di San Cristoforo. “In un quartiere che chiede cultura, luoghi d’incontro e occasioni di crescita, chiudere o snaturare uno dei suoi presìdi storici significa togliere alla comunità un pezzo della sua identità”. Nel frattempo, le realtà del Patto educativo hanno avviato anche una raccolta firme a sostegno della richiesta: chiunque desideri aderire può farlo contattando l’indirizzo email pattoeducativosancristoforo@gmail.com La comunità locale, intanto, attende risposte. E ribadisce che la rinascita del quartiere passa anche dalla tutela dei suoi luoghi simbolo: non semplici contenitori, ma strumenti essenziali per costruire partecipazione, appartenenza e futuro.
Patto Educativo Territoriale e di Sviluppo Sociale della Comunità del Quartiere San Cristoforo di Catania
Catania. San Cristoforo chiede chiarezza: dubbi sul futuro della Biblioteca Concordia e del Centro “Alberto Sordi”
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