#DoNNevietatomorire, la rivoluzione culturale che urla il diritto a non morire

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di Mariagrazia Miceli

CATANIA – In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, l’Associazione #DoNNevietatomorire, guidata da Valentina Capizzi, ha organizzato un evento speciale a Piazza Scammacca per celebrare e ridare valore alla donna attraverso i linguaggi universali dell’arte, del teatro e della musica.

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L’iniziativa culturale di forte impatto, che fa seguito all’avvio di corsi gratuiti di autodifesa personale guidati dal maestro di Karate Santo Torre, si è tenuta lunedì pomeriggio 24 novembre e ha voluto porre l’attenzione su tematiche cruciali: educazione, rispetto, difesa personale e autostima. L’obiettivo primario è quello di sostenere le donne che, per svariati motivi, credono di aver smarrito la propria dignità per colpa di un uomo, aiutandole a non cadere nella trappola dell’amore malato. L’evento si configura come un omaggio sentito alle donne e alla loro bellezza, al loro valore, alla loro preziosità in nome dell’amore e del rispetto.

“La scorsa settimana abbiamo approvato all’unanimità alla Camera dei Deputati il provvedimento di legge che introduce il consenso per i rapporti interpersonali. È solo un altro tassello che va messo a compimento di un percorso molto più lungo. La prima cosa da fare quando iniziano le violenze è parlarne, ma per noi è essenziale inserire l’educazione affettivo-sessuale obbligatoria sin dalle scuole elementari, poiché le nuove generazioni, influenzate dalla bolla dei social media, manifestano una crescente incapacità di rapportarsi e gestire le emozioni, sfociando in atti di violenzasempre più dirompenti”, ha affermato il Deputato della Repubblica Luciano Cantone, che ha partecipato all’evento per sottolineare il sostegno istituzionale e culturale alla causa.

La serata ha visto un ricco programma di espressioni artistiche: la cantante Flavia Lauriola, che ha emozionato il pubblico interpretando “Sola” di Nina Zilli; la scrittrice Barbara Giuliano, che ha presentato il suo libro “La voce della Mandragora” dove, oltre alle donne, sono presenti anche figure maschili molto importanti. “Sono quelli uomini che non hanno bisogno di oscurare la luce delle donne che hanno accanto. Non lasciamo che qualcuno che non ci merita ci dica di stare zitta”- ha affermato la scrittrice, “ribelliamoci a questo e urliamo come fa la mandragora”.

L’artista Lorena Lo Verde ha catturato l’attenzione con la mostra “Athena: la Dea che sfida i limiti”, un inno visivo alla forza femminile; infine, l’attrice Vera La Rosa della scuola di scrittura e storytelling “Tiresia” ha curato il toccante momento teatrale “Morgana: non temere le streghe, abbi paura di chi le uccide”.

La presidente Capizzi, da cinque anni in prima linea nella lotta alla violenza di genere, ha sottolineato l’importanza di offrire un corso di autodifesa completamente gratuito alle donne, con l’obiettivo di prepararle a sfuggire a ogni tipo di aggressione, anche domestica, grazie alla collaborazione di esperti di karate, psicologi e legali. La sua missione va oltre la tecnica fisica, estendendosi al piano culturale attraverso l’uso delle Belle Arti per veicolare un messaggio cruciale di rispetto e condivisione. 

“Una maggiore consapevolezza culturale e il rispetto reciproco sono la chiave per ridurre drasticamente la violenza e prevenire la prevaricazione dei limiti nella società”, ha affermato la Capizzi che ha concluso l’incontro con un appello accorato: “ognuno di noi, con il suo ruolo, ha il dovere morale e civile di tentare di arrestare questa scia di sangue che vede ogni anno aumentare il numero di donne ammazzate per mano di un uomo”. 

Il messaggio è chiaro e potente: solo attraverso la giusta educazione si può arrivare a sconfiggere questo cancro sociale.

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