Questa non è la prima volta che raccontiamo la storia di un italiano emigrato all’estero: dopo Nunzio Tabbi in Argentina e i fratelli Ingala in Germania, oggi vi portiamo dall’altra parte del mondo, in Australia, per conoscere la straordinaria vita di Tony Noiosi. Un uomo semplice, forte, determinato. Uno di quelli che, con i fatti più che con le parole, ha saputo trasformare il sacrificio in opportunità.
Una storia che – lo diciamo subito – meriterebbe di essere studiata anche nelle scuole. Perché persone come Tony, partite con niente e arrivate lontanissimo, hanno contribuito a dare lustro all’Italia molto più di quanto si creda. E perché dentro le loro scelte, spesso dolorose, c’è un patrimonio di resilienza che le nuove generazioni dovrebbero conoscere.
Ma tornando a noi, quando e come inizia il percorso di Tony? E’ il 1956 e questo giovane ragazzo siciliano originario di Cerami – paesino dell’entroterra stretto tra Capizzi e Troina – decide di partire alla volta dell’Australia dal porto di Napoli.
Ha con sè solo due valigie «una vacanti e l’autra senza nenti – [una vuota e l’altra senza niente n.d.r]», come racconta lui stesso. Prima della partenza il padre gli mette in mano due banconote da 5.000 lire, ma Tony, pensando alle difficoltà della famiglia, ne prende solo una. Sulla nave scopre che gli sarebbero servite entrambe per mangiare, e si salva grazie ad una giovane profuga jugoslava che, potendo contare sul contributo elargito delle autorità, decide di aiutarlo a sua volta per tutti i 36 giorni di viaggio.
A Sydney trova lavoro in una segheria, poi in una grande azienda di costruzioni italiane, dove si fa apprezzare per impegno e serietà. Nel 1959 arrivano suo padre e suo fratello, ma nel 1960 la nostalgia diventa troppo forte: il desiderio di rivedere la madre, la sorella e le bellezze del suo paese natio – il ponte vecchio, i ruderi del castello, il santo protettore San Sebastiano – si fanno insopprimibili, così Tony decide di tornare in Sicilia, e per poterlo fare si decide a vendere il pezzetto di terra che era riuscito ad ottenere. Resterà soltanto un anno nella sua Cerami, il tempo necessario per conoscere e sposare Tanina, l’amore della sua vita. Con lei ripartirà nuovamente alla volta dell’Australia nel 1961.
Da lì inizia la sua vera scalata: lascia il lavoro da dipendente, avvia un business di distribuzione del pane, poi acquista un piccolo general store con pompa di benzina, che negli anni trasforma – insieme alla moglie e poi ai figli – in un vero centro commerciale. Oggi i suoi figli lo affiancano nell’attività e due di loro sono anche giudici di pace. Una famiglia unita, costruita attraverso lavoro, sacrificio e visione.
Accanto all’attività d’impresa, Tony porta avanti una forte attività sociale: sostiene la comunità italiana, partecipa alle iniziative regionali rivolte agli emigrati, accoglie a casa sua decine di delegazioni siciliane, mantiene vivo il legame con le istituzioni e soprattutto con Cerami, dove ancora oggi è conosciuto, stimato e ricordato con affetto.
La sua storia racconta qualcosa di fondamentale: non si emigra solo per necessità, ma per costruire futuro. E resistere alla nostalgia, alle difficoltà linguistiche, alla discriminazione che gli italiani affrontavano all’epoca, richiedeva una forza che oggi andrebbe riconosciuta come parte integrante della nostra identità nazionale.
Alla soglia dei 90 anni, Tony guarda avanti, parla di nuovi progetti e ribadisce un messaggio semplice ma potente: «La Sicilia ci manca sempre. Ma anche qui in Australia abbiamo costruito qualcosa di importante per noi, come se fose una Sicilia nostra».
La sua vicenda – come quella di tanti emigrati che abbiamo incontrato – è un capitolo di storia che non può andare perduto. Perché spiega meglio di tante lezioni cosa significa credere in qualcosa, partire da zero, cadere, rialzarsi, e continuare a restare fedeli alle proprie radici.
Per conoscere davvero Tony vi rimandiamo alla nostra intervista completa, trasmessa questa sera dalle ore 20.00 sulla nostra pagina Facebook, sul nostro canale Youtube, e sui nostri altri canali social. Non mancate!



