UDI, 80 anni di storia e impegno: il bilancio del convegno e le iniziative per custodire la memoria delle iniziative delle donne

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L’UDI, acronimo di Unione Donne in Italia, ha compiuto ottant’anni; un compleanno celebrato con un interessantissimo convegno “80 anni UDI. La politica nella vita quotidiana delle donne” che si è svolto il 12 e il 13 dicembre presso l’Auditorium G. De Carlo al Monastero dei Benedettini di Catania.

L’evento ha visto, come relatrici, Linda Giuva Università La Sapienza di Roma, Concetta Damiani Università degli Studi della Campania L.Vanvitelli, Eloisa Betti Università di Padova, Adriana Laudani UDI Catania,Pina Arena IS G.B.Vaccarini Catania. A moderare i lavori sono state Simona Inserra e Melania Nucifora dell’Università di Catania.

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Il tema del convegno, organizzato dall’UDI Catania insieme al Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università, nasce dal lavoro di raccolta, catalogazione e organizzazione di testimonianze storiche e documentali per la realizzazione di un archivio che possa conservare e consegnare alle nuove generazioni il patrimonio della memoria di ottanta anni di storia delle donne, sempre strettamente intrecciata alla storia del nostro Paese.

Il materiale raccolto sarà custodito dalla Società di storia patria della Sicilia orientale per essere reso più fruibile allo studio e alla consultazione, anche grazie alla collaborazione con la cattedra di Archivistica del DISUM retta dalla professoressa Simona Inserra.

Si tratta di un archivio di grande valore che merita di essere studiato, perché la storia dell’UDI si intreccia, anzi è pervasiva, nella storia dell’Italia.

L’Unione Donne in Italia nasce con la Resistenza, come staffette partigiane o come combattenti sul campo, le donne hanno contribuito al pari degli uomini, col loro sacrificio e con la loro determinazione, alla Liberazione dal nazifascismo.

Inoltre si sono dedicate alla promozione e alla difesa dei diritti che poi costituiranno i mattoni della nostra Costituzione; hanno svolto – fra il 45 e il 47 – un’intensa attività di pedagogia politica per convincere molte donne a votare, alcune di loro saranno elette all’Assemblea Costituente e parteciperanno alla stesura della Carta Costituzionale.

E dopo la proclamazione della Repubblica le donne dell’UDI – che militano contemporaneamente nei partiti politici progressisti, soprattutto nel PCI, nel sindacato, nelle associazioni e nel movimento femminista -, continuano a mobilitarsi per i diritti di tutte e di tutti.

Negli anni 50, in piena guerra fredda, l’UDI dà vita alla campagna: Fuori la guerra dalla storia che prosegue, nel tempo, con l’impegno contro la guerra nel Vietnam, contro il golpe dei colonnelli in Grecia e contro Pinocet in Cile; e ancora contro la guerra in Iugoslavia e, ai giorni nostri, contro il genocidio a Gaza.

Tutte le battaglie per la difesa dei diritti, per un mondo di pace, per una società più giusta ed equa hanno visto le donne dell’UDI sempre in prima linea.

Negli anni ’80, di fronte al rischio della dispersione e della perdita della memoria, le donne dell’UDI si assumono la responsabilità politica di diventare “archiviste di se stesse”: raccolgono e ordinano verbali, ordini del giorno, fotografie, danno vita ad una attività di produzione documentaria e di conservazione dei documenti che costituisce un elemento di specificità rispetto ad altri movimenti femministi.

Negli stessi anni le donne UDI che militano nella Commissione femminile del PCI, insieme ad altre compagne di partito, organizzano a Botteghe Oscure un centro di documentazione con il motto “Fare ordine, darsi valore”.

Nascono quindi gli archivi dell’UDI che costituiscono un fattore identitario (noi siamo ciò che collezioniamo ma anche noi collezioniamo ciò che siamo); rafforzano il senso di appartenenza, offrono una riflessione sul passato e definiscono genealogie al femminile.

Ma produrre un archivio e conservarlo sono cose ben diverse. Produrre è essenziale si è obbligate a farlo, ma conservarlo nel tempo è una sfida che bisogna accettare se vogliamo lasciare tracce e trasmetterle nel tempo e ad altri.

Ed è proprio nei momenti difficili come quelli che stiamo vivendo, quando i corpi sociali non sono vitali e la memoria naturale non si può trasmettere attraverso l’esperienza, che c’è il bisogno di cristallizzare la memoria; è tempo quindi di produrre e conservare.

L’archivio UDI Catania, ordinato cronologicamente, dà spazio a sezioni tematiche che raccolgono i materiali delle iniziative realizzate come le campagne: Stop femminicidio, Città libere dalla pubblicità lesiva per le donne, Telefono rosa, le Convenzioni come strumento politico, Stereotipa per favorire nelle scuole pratiche di educazione alla parità, “Fuori la guerra dalla storia”, Seminari contro le mafie; questo materiale UDI costituisce un patrimonio, un punto certo dal quale le nuove generazioni possono partire per il loro impegno civile.

Il convegno ha ospitato la mostra “Le 21 Madri Costituenti” curata da Pina Arena e dagli studenti dell’Istituto G.B.Vaccarini di Catania.

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