Domani l’assemblea pubblica sul ‘destino’ della Scogliera d’Armisi: Paolino Maniscalco spiega ai nostri microfoni le ragioni della mobilitazione

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Continuano gli appuntamenti con la rubrica “L’Intervista”, il format grazie al quale abbiamo modo di interagire con alcune personalità d’interesse appartenenti ai settori più disparati.

Oggi incontriamo Paolino Maniscalco, ex assessore alla Protezione Civile e all’Ecologia del Comune di Catania ed esponente dell’associazione cittadina Volerelaluna, per parlare dell’iniziativa pubblica in programma mercoledì 17 dicembre, promossa dal Comitato per la difesa e la salvaguardia della Scogliera d’Armisi.

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L’assemblea si terrà domani, mercoledì 17 dicembre, alle 17.30, presso la sede di CittàInsieme, in via Siena – piazzale Oscar Romero, a Catania. Al centro dell’incontro, due siti naturalistici di grande valore per la città: la Scogliera d’Armisi e la foce dell’Acquicella, entrambi interessati dagli effetti del nuovo Piano Regolatore del Porto, recentemente approvato dall’Autorità di Sistema Portuale. Un piano che, secondo i promotori dell’iniziativa, rischia di compromettere in modo irreversibile aree di grande pregio ambientale e sociale, sottraendo alla città spazi di libero accesso al mare, benessere e futuro. A sostegno della mobilitazione, oltre 3.700 cittadini e turisti hanno già firmato una petizione che chiede di modificare il progetto e bloccare ogni ipotesi di speculazione.

Nel corso della nostra intervista Paolino Maniscalco ha illustrato quelli che considera i nodi critici del Piano Regolatore, mettendo in evidenza le contraddizioni tra la pianificazione portuale e le reali esigenze della città e dell’intero Sud-Est siciliano. Al centro del confronto, il tema del nuovo porto turistico previsto a ridosso della Scogliera d’Armisi, ritenuto non necessario e potenzialmente devastante per i fondali marini, oltre che per il paesaggio urbano.

Ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto tra i porti di Catania e Augusta, evidenziando come quest’ultimo – più ampio, meglio collegato e dotato di infrastrutture adeguate – potrebbe assorbire parte del traffico dei traghetti merci RORO, alleggerendo il porto etneo e liberando aree che potrebbero essere restituite alla città per finalità di diporto, pesca e fruizione pubblica. Una soluzione che, secondo Maniscalco, consentirebbe di evitare nuove opere invasive e di migliorare la qualità della vita urbana, riducendo traffico e congestionamenti cronici, in particolare nell’area della rotonda del Faro.

Nel corso del dialogo si è parlato anche della foce dell’Acquicella, un ecosistema delicato che ospita flora e fauna mediterranea, inclusi cavallucci marini, considerati importanti indicatori della qualità delle acque. Un’area che, secondo le associazioni, rischia di essere ulteriormente compromessa da futuri interventi infrastrutturali previsti dal piano.

Nel corpo di questo articolo abbiamo allegato uno spezzone della nostra intervista a Paolino Maniscalco; ma l’intervista integrale sarà trasmessa domani sera, alle ore 20.00 su tutti i nostri canali social.

Nel frattempo ricordiamo nuovamente che per chi fosse interessato alla tematica è possibile partecipare all’assemblea pubblica di domani, mercoledì 17 dicembre: un momento di confronto aperto su temi cruciali per il presente e il futuro della città di Catania.

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