Una nuova legge per i siciliani nel mondo, il dibattito promosso dall’USEF approda all’Assemblea regionale siciliana

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Si è svolto nella mattinata di ieri, lunedì 15 dicembre 2025, a Palermo, nella Sala Rossa dell’Assemblea regionale siciliana, l’incontro dal titolo “Serve una nuova legge per i siciliani nel mondo. Progettiamo l’USEF del futuro”, un momento di confronto dedicato al tema dell’emigrazione siciliana e al rapporto tra istituzioni e comunità all’estero.

L’appuntamento – presentato e introdotto dalla giornalista Valentina Bongiovanni – ha riunito rappresentanti politici e istituzionali, insieme al mondo dell’informazione e dell’associazionismo, con l’obiettivo di avviare una riflessione condivisa su strumenti, politiche e prospettive future a sostegno dei siciliani nel mondo.

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Ad aprire i lavori della giornata è stato Salvatore Augello, segretario generale dell’USEF, che ha inquadrato il senso politico e culturale dell’iniziativa, sottolineando l’urgenza di una nuova legge regionale capace di rispondere ai profondi cambiamenti dell’emigrazione siciliana. Augello ha ricordato come la normativa vigente risalga a un contesto storico ormai superato e non riesca più a intercettare le esigenze delle nuove generazioni di siciliani all’estero. Al centro del suo intervento il ruolo dell’associazionismo come ponte tra territori, comunità e istituzioni, ma anche la necessità di rinnovare strumenti, linguaggi e modalità di rappresentanza. Ha evidenziato il valore delle comunità siciliane nel mondo come risorsa strategica per lo sviluppo culturale, economico e sociale dell’Isola. Forte il richiamo alla responsabilità della Regione Siciliana nel rilanciare politiche strutturate e continuative. Augello ha infine indicato l’obiettivo di “progettare l’USEF del futuro”, capace di dialogare con giovani, professionisti e nuove migrazioni, mantenendo salde le radici identitarie ma aprendosi a una visione moderna e inclusiva.

Successivamente si è avvicendato l’intervento dell’onorevole Fabio Porta; il quale ha offerto un’analisi critica delle recenti politiche nazionali in materia di cittadinanza e servizi agli italiani all’estero, evidenziandone limiti e contraddizioni. Porta ha denunciato il carattere restrittivo e discriminatorio delle nuove norme, sottolineando come esse colpiscano soprattutto le comunità storiche emigrate in Sud America e in Europa. Ha ricordato il ruolo degli italiani all’estero come patrimonio culturale e democratico del Paese, respingendo narrazioni che li dipingono come un problema. Ampio spazio è stato dedicato alle difficoltà operative dei consolati e alle ricadute concrete sulle famiglie, sui giovani e sulle seconde e terze generazioni. Porta ha inoltre richiamato il rischio di indebolire il soft power italiano nel mondo, riducendo investimenti su cultura, lingua e relazioni internazionali. Il parlamentare ha ribadito la necessità di un associazionismo forte e riconosciuto, capace di affiancare le istituzioni. In conclusione ha espresso sostegno al percorso dell’USEF, indicandolo come interlocutore autorevole per una riforma più equa e lungimirante.

A prendere la parola in seguito, in collegamento da remoto, è stato l’Europarlamentare Giuseppe Lupo, il quale ha richiamato il valore degli italiani all’estero come risorsa non solo per l’Italia ma per l’intera Unione europea. Ha evidenziato il contributo delle comunità siciliane nei Paesi UE e l’importanza dei fondi europei per ridurre le disuguaglianze territoriali. Centrale il tema delle aree interne e della necessità di politiche che contrastino lo spopolamento. Lupo ha ribadito l’impegno a rafforzare programmi per giovani, mobilità e cooperazione nel Mediterraneo.

In seguito è intervenuto lo scrittore Salvatore Picone, che ha sottolineato il ruolo della cultura come elemento identitario capace di mantenere vivo il legame con la Sicilia. Ha ricordato le iniziative realizzate all’estero, in particolare in Belgio, come esempi virtuosi di dialogo tra territori. Secondo Picone l’associazionismo deve rinnovarsi puntando sulle seconde e terze generazioni. Ha auspicato un maggiore sostegno politico e progettuale alle associazioni storiche.

Dopo è seguita la relazione di Giuseppe Fornari, dal paese di Lercara Friddi, nel palermitano. Durante il suo spazio Fornari ha evidenziando il legame fortissimo tra il territorio e la comunità emigrata in Belgio. Ha raccontato il ritorno nei luoghi d’origine di figli e nipoti degli emigrati, interessati a riscoprire la propria storia. L’emigrazione è stata descritta come una risorsa culturale ed economica. Ha ribadito l’importanza di iniziative di accoglienza e scambio intergenerazionale.

A far da eco a queste parole sono arrivate le dichiarazioni di Alfonso Provvidenza, sindaco di Grotte, il quale ha condiviso la propria esperienza diretta con le comunità di emigrati, sottolineando l’intensità del legame affettivo con la terra d’origine. Ha evidenziato il ruolo degli enti locali nell’utilizzo dei fondi europei e la necessità di maggiore formazione sulla progettazione comunitaria. Centrale il tema della nuova emigrazione giovanile. Ha invitato a rafforzare sinergie tra USEF, Comuni e Unione europea.

A seguire Pietro Lunetto, in rappresentanza della federazione italiana lavoratori emigrati e famiglie, ha evidenziato la complessità del fenomeno migratorio e la sottostima dei dati ufficiali sull’emigrazione italiana. Ha ribadito il ruolo storico della FILEF e dell’USEF nel supporto materiale e culturale agli emigrati. Lunetto ha sottolineato l’importanza di politiche basate su studio, assistenza e sviluppo delle aree interne. Ha infine espresso sostegno all’USEF del futuro.

Successivamente il sindacalista della SPI-CGIL Pippo Di Natale ha offerto una lettura sociale del fenomeno migratorio, denunciando la rimozione collettiva dell’emigrazione dalla memoria nazionale. Ha sottolineato come a partire non siano solo giovani qualificati ma intere famiglie. Centrale il tema della mobilità sociale negata in Italia. Ha richiamato il valore delle associazioni come strumenti di responsabilizzazione della politica.

Dopo si è succeduto l’intervento di Salvatore Arnone (USEF Belgio), che ha raccontato il progressivo indebolimento dei servizi consolari e delle strutture di rappresentanza all’estero. Ha ricordato le attività storiche dell’USEF e i benefici prodotti dalla legge regionale 55/80. Forte la critica alla riduzione dei servizi e alla digitalizzazione non inclusiva. Arnone ha ribadito l’urgenza di ripristinare strumenti di tutela per gli emigrati.

L’intervento successivo è stato quello di Massimo Raso dell’AUSER, che ha collegato la necessità di una nuova legge a quella di una USEF rinnovata. Ha evidenziato l’assenza di un reale confronto politico sul tema. Secondo Rauso occorre intercettare le nuove forme di emigrazione e formare una nuova classe dirigente associativa. Ha auspicato una riforma che restituisca centralità all’associazionismo.

Nel corso dell’incontro il sindaco di Marineo Franco Ribaudo ha riflettuto sul cambiamento del rapporto identitario tra giovani e territori d’origine. Ha sottolineato come il legame con la Sicilia sia oggi più forte tra le generazioni anziane. Ha proposto strumenti innovativi come campus universitari e agevolazioni per la mobilità. Importante il richiamo al ruolo dei gemellaggi e degli scambi economici.

Successivamente Fabio Niosi ha portato la voce delle comunità siciliane in Brasile, chiedendo un’associazione più attenta ai bisogni reali di chi vive all’estero. Ha sottolineato l’importanza di promuovere un’immagine autentica e positiva della Sicilia. Ha invitato a progettare iniziative mirate nei Paesi di emigrazione. Centrale il tema dell’ascolto diretto delle comunità.

A concludere i lavori è stato Angelo Lauricella, presidente dell’USEF, che ha tracciato un bilancio della giornata sottolineando come il confronto abbia confermato l’urgenza di ripensare le politiche dedicate ai siciliani nel mondo. Lauricella ha evidenziato che l’emigrazione siciliana è un fenomeno tutt’altro che superato, che oggi coinvolge nuove generazioni, competenze e forme di mobilità, rendendo necessario il superamento di una normativa ormai inadeguata. Il presidente dell’USEF ha ricordato il ruolo storico dell’associazione nella tutela dei diritti degli emigrati e nel mantenimento del legame con la Sicilia, ribadendo però la necessità di un rinnovamento capace di intercettare i bisogni attuali. L’USEF del futuro, ha spiegato, dovrà coniugare memoria e innovazione, rafforzando il dialogo con giovani, professionisti e seconde generazioni. Lauricella ha infine richiamato la responsabilità delle istituzioni regionali e locali, invitandole a considerare i siciliani nel mondo come una risorsa strategica per lo sviluppo dell’Isola, ribadendo l’impegno dell’USEF a promuovere una rete globale fondata su partecipazione, rappresentanza e progettazione condivisa.

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