Da docenti dell’Università di Catania desideriamo esprimere la nostra profonda preoccupazione per il modo in cui la Ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, si è rivolta ad un gruppo di studentesse e studenti che manifestavano alla “Atreju”, storica festa del partito di Fratelli d’Italia, contro la riforma di accesso alla facoltà di Medicina.
L’Università è, per sua natura, uno spazio di confronto critico, di dissenso legittimo, di partecipazione democratica. Gli studenti che protestano, qualunque sia la posizione che si voglia assumere rispetto alle loro rivendicazioni, esercitano un diritto fondamentale: il diritto di far sentire la propria voce. È un diritto che noi, come docenti, abbiamo il dovere di proteggere, anche quando le forme o i contenuti della protesta possono risultare scomodi o difficili da accogliere.
Denigrare la protesta, rispondendo dal palco e al microfono agli studenti preoccupati per il loro futuro con frasi come “Siete sempre dei poveri comunisti” e “Questo dimostra tutta la vostra inutilità. Siete inutili!”, non si concilia con la nostra idea di Università. L’efficacia del processo di apprendimento universitario nasce dall’indispensabile compartecipazione di tutte le sue principali componenti: docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo.
Quella rappresentata dalla Ministra non è l’Università in cui ci riconosciamo e per cui spendiamo le nostre energie e i nostri sforzi al fine di accompagnare gli studenti in un percorso di crescita intellettuale, umana e civile.
I docenti universitari firmatari (lista in continuo aggiornamento sul link:)



