Buonasera amici di Hashtag Sicilia e ben ritrovati in una nuova puntata della rubrica “L’Intervista”, il format che ci consente di approfondire temi di attualità attraverso il confronto diretto con protagonisti della vita economica e sociale del territorio.
Ospite di questa puntata è Davide Trovato, neo presidente della CNA di Catania, con il quale abbiamo avviato una chiacchierata volta a comprendere i primi mesi del suo operato, il clima in cui si muovono oggi le imprese, e lo stato di tutela – o di difficoltà – del tessuto imprenditoriale locale nel rapporto con istituzioni e politica.
Fine dalle prime battute dell’intervista abbiamo potuto comprendere come, per Davide Trovato, guidare un’associazione che rappresenta quasi 5.000 imprese in un’area complessa come quella etnea significhi assumersi innanzitutto una responsabilità collettiva. Una responsabilità che non riguarda soltanto i titolari d’impresa, ma una comunità molto più ampia fatta di lavoratori, famiglie e collaboratori, che rende la CNA un vero e proprio presidio sociale ed economico del territorio. Un ruolo vissuto con entusiasmo, ma anche con la consapevolezza che ogni scelta incide su un sistema articolato e caratterizzato da diverse problematiche.
Infatti, nel corso del nostro dialogo, il presidente della CNA etnea ha messo a fuoco alcune delle criticità storiche che continuano a pesare sulle piccole e medie imprese. Tra queste, la burocrazia emerge come il principale fattore di sofferenza: un sistema normativo stratificato, complesso e spesso contraddittorio, che genera costi indiretti e rallenta ogni processo decisionale. Un problema che, secondo Trovato, non è stato risolto nemmeno dai ripetuti annunci di semplificazione che si sono susseguiti negli anni, ma che anzi tende ad aggravarsi.
Anche il credito resta un nodo centrale. Pur rappresentando una risorsa vitale per le imprese, l’accesso ai finanziamenti è spesso frenato da procedure complesse che penalizzano soprattutto le realtà più piccole, prive di strutture interne dedicate. In questo contesto, il ruolo delle associazioni di categoria diventa fondamentale per accompagnare e supportare gli imprenditori, evitando che la burocrazia si trasformi in un deterrente agli investimenti.
Un altro tema centrale affrontato riguarda la trasformazione dell’artigianato. Accanto alla crescita di nuove professionalità legate al digitale e ai servizi, si assiste alla progressiva scomparsa di mestieri tradizionali che hanno storicamente caratterizzato l’identità produttiva del territorio. La CNA, secondo Trovato, è chiamata a rispondere ad entrambe le esigenze (che non sono affatto in antitesi, anzi): da un lato sostenere l’innovazione e i nuovi modelli di impresa, dall’altro salvaguardare e valorizzare i mestieri storici, integrandoli con strumenti e competenze contemporanee.
In questa direzione si inserisce anche l’attenzione al tema delle reti d’impresa e alla capacità di fare sistema, così come la volontà di avvicinare le giovani generazioni al mondo artigiano, superando stereotipi e raccontando un artigianato che oggi può essere innovativo, creativo e capace di offrire reali opportunità di realizzazione personale e professionale.
Ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto con le istituzioni, in particolare sul fronte delle politiche di sviluppo e delle misure di sostegno. Dalla ZES unica alle iniziative regionali come “Più Artigianato”, Trovato ha evidenziato luci e ombre, sottolineando come i cambiamenti continui delle regole e l’incertezza sui contributi possano mettere in difficoltà imprese che programmano investimenti sulla base di aspettative poi disattese. Da qui la richiesta di maggiore chiarezza, stabilità e coerenza nelle scelte politiche.
Secondo il presidente della CNA etnea, nonostante il ruolo centrale che artigianato e piccola impresa ricoprono nell’economia italiana, il comparto continua a ricevere un’attenzione insufficiente, sia sul piano mediatico sia nei tavoli decisionali. Una marginalità che rischia di tradursi in isolamento, se non accompagnata da una maggiore capacità di fare rete e di alzare la voce in modo unitario.
A chiudere l’intervista, un messaggio rivolto al futuro: l’artigianato come elemento di bellezza, cultura e presidio sociale, capace di offrire ai giovani la possibilità di restare nel proprio territorio e costruire qui il proprio percorso di vita e di lavoro. Una sfida che, come sottolineato da Trovato, richiede l’impegno condiviso di famiglie, scuole, istituzioni e rappresentanze di categoria.
Per tutti questi temi, e molti altri ancora, non ci resta che darvi appuntamento questa sera, alle ore 20.00 con la nostra prima visione trasmessa sulla pagina Facebook, sul canale Youtube, e su tutti gli altri canali social del giornale. Non mancate!



