Accetto sempre molto volentieri gli inviti che mi giungono per partecipare alle cene organizzate da aziende, associazioni e sindacati alla vigilia delle festività natalizie perché rappresentano nell’immaginario collettivo delle occasioni che permettono agli ospiti di saggiare lo stato di salute dei soggetti che li promuovono, i successi dell’anno trascorso e il livello di affiatamento del personale.
Accolgo quindi questo tipo di invitò non solo perché il Natale è un momento di gioia, di speranza, di condivisione e di riflessione spirituale che segna l’arrivo di Dio nel mondo, ma anche perché è una festa culturale che celebra l’Unione familiare, la solidarietà e la generosità.
Ma quello che mi affascina maggiormente di questi eventi è soprattutto il senso dell’attesa e del desiderio, al di là dei doni che vengono distribuiti. Pertanto, quando la CNA di Palermo mi ha invitato dicendomi di aver concepito l’incontro come un momento di condivisione per trasmettere i valori dell’impresa e rendere partecipi i collaboratori degli obiettivi raggiunti, aggiungendo, con un’aria di mistero, che ci sarebbe stata una sorpresa, non ho avuto dubbi: ho accettato con entusiasmo.
Anche perché volevo toccare con mano se è vero che incontrarsi al di fuori del luogo di lavoro, in un ambiente disteso e informale, crea davvero affiatamento e complicità tra i dipendenti e i collaboratori.
Durante la cena, ovviamente, ruoli e gerarchie non sono venuti meno, ma l’atmosfera che si respirava è stata leggera e rilassante, tanto da abbattere le barriere tra le persone e rafforzare i legami tra gli amici e i colleghi.
Se l’obiettivo degli organizzatori con il convivio era anche quello di aumentare – nel prosieguo dell’attività del sistema CNA palermitano – la produttività in ufficio e rendere il luogo di lavoro un ambiente più accogliente e familiare, per quello che ho percepito, penso che l’abbiano raggiunto pienamente.
L’aperitivo ha rappresentato una sorta di momento magico, perché ha dato a tutti partecipanti la possibilità di intrattenere conversazioni leggere, di condividere storie divertenti e passioni personali, e di pianificare progetti futuri; il tutto in un contesto disteso e accogliente.
Il momento dell’apericena ha perciò rappresentato il prologo ideale per costruire legami, iniziare la serata con l’entusiasmo giusto e aprire le danze, come suol dirsi, di una festa che si è preannunciata, sin dalle prime battute, insieme epica e misteriosa.
Quindi non un semplice scambio di auguri, ma un modo per sentirsi comunità che condivide il medesimo impegno nell’affrontare e risolvere i problemi delle imprese e gli stessi valori, che sono quelli della solidarietà nei confronti dei soggetti più deboli e svantaggiati.

Gli organizzatori non hanno trascurato neanche un dettaglio. A tenere alto il morale dei partecipanti e ad alimentare l’attesa della sorpresa finale, preannunciata dai promotori dell’evento, è stato chiamato Stefano Piazza, attore e “cuntista” palermitano particolarmente versatile ad interagire con il pubblico; che con le sue performance canore, i suoi sketch comici e le sue narrazioni sui vizi, sulle virtù e sui modi di essere dei siciliani ha regalato un tocco di arte autentica e di straordinaria magia.
Subito dopo l’esibizione dell’artista, accompagnato da un grande chitarrista, dal cilindro del promotore – o per meglio dire dei promotori della serata – si è rivelata la sorpresa rappresentata dalla presenza del dottor Fabio Petri, presidente di Artigiancredito, il consorzio che vede insieme Confartigianato e CNA della Toscana e dell’Emilia Romagna.
Un vero e proprio colosso nel campo dei consorzi fidi di garanzia italiani, frutto di un processo di fusione completato nel 2019 tra Artigiancredito Toscana e Unifidi Emilia Romagna, che conta oltre 120.000 imprese associate, possiede un ampio portafoglio di garanzia, ha garanzie in essere che sfiorano 1 miliardo e 100 milioni di euro e ha un forte radicamento territoriale.
Fabio Petri è giunto nella capitale dell’Isola, ovviamente, non solo per condividere alla vigilia di Natale un momento conviviale con gli amici e i colleghi di Palermo, ma soprattutto per sottoscrivere una convenzione con la CNA del capoluogo siciliano che contiene i servizi finanziari e le agevolazioni creditizie che Artigiancredito è in grado di erogare alle aziende socie.

Nello specifico il consorzio di garanzia Tosco-Emiliano:
- fornirà garanzie collettive in grado di aiutare le imprese ad ottenere finanziamenti dalle banche, riducendo il rischio per gli istituti di credito;
- assisterà le imprese nell’accesso ai contributi regionali e nazionali, ai fondi rotativi e agli strumenti di ingegneria finanziaria,
- infine, offrirà alle aziende socie finanziamenti diretti(credito diretto) fino a 150.000 euro, inclusi quelli legati ai piani di investimento (esempio Nuova Sabatini Green) e all’efficientamento energetico.
Di tutto questo e di tante altre novità ci ha parlato il presidente Petri nell’intervista che ci ha rilasciato e che potete vedere.
Una convezione frutto di un impegno e di un lavoro certosino del segretario generale Pippo Glorioso e del presidente Mimmo Provenzano durato oltre un anno, come hanno dichiarato loro stessi ai nostri microfoni.

Prima di partecipare agli auguri di Buon Natale e di un radioso Anno Nuovo, e al taglio della torta insieme ai quasi 100 dirigenti della CNA di Palermo, ho sentito il dovere di annusare l’aria, di cogliere le prime impressioni rispetto all’accordo sottoscritto dal presidente di Artigiancredito Fabio Petri e dai vertici della Cna palermitana, Pippo Glorioso e Mimmo Provenzano.
Toccando il polso del direttore e di tanti dirigenti, molti dei quali donne, ho avuto la percezione di un morale alle stelle e un grande entusiasmo che, sono certo, per quello che ho capito, moltiplicherà il loro lavoro e il loro impegno al servizio degli artigiani e delle piccole e medie imprese del territorio. Quindi, se son rose, come tutto lascia immaginare, fioriranno!




