Le segretarie regionali e provinciali del sindacato degli inquilini, Giusi Milazzo e Agata Palazzolo, dichiarano che “nessun rappresentante dell’organizzazione sarà presente”, esprimendo apertamente “contrarietà e disappunto per le premesse illustrate nell’invito ufficiale”. Il sindacato denuncia infatti “l’assenza di un percorso condiviso: non solo non siamo mai stati coinvolti in incontri propedeutici alla definizione del Piano- sottolineano le due segretarie- ma le finalità indicate destano sconcerto”.
Secondo il Sunia, il Piano, inizialmente sollecitato proprio dal sindacato come strumento per intervenire sull’emergenza abitativa e ampliare l’edilizia sociale tramite la riqualificazione degli immobili pubblici inutilizzati, sembrerebbe ora orientato verso logiche lontane dal welfare urbano. “La finalità rischia di spostarsi verso il comparto turistico, con progetti di ospitalità o la creazione di nuovi contenitori culturali, nonostante la città disponga già di numerosi spazi vuoti”.
Aumentano intanto le famiglie catanesi con redditi medio-bassi in condizioni di disagio abitativo, intrappolate tra affitti inaccessibili e un patrimonio di edilizia pubblica spesso in condizioni critiche. Per il Sunia Sicilia e Catania l’urgenza è dunque chiara: servono interventi concreti per chi cerca una casa dignitosa, non serve invece un presunto rilancio turistico che rischia di accentuare le fragilità esistenti.



