Andrea Piraino presenta il suo nuovo libro “L’altro regionalismo” – Libriamoci

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Recensioni, incontri con gli autori e divulgazione culturale: torna Libriamoci, la rubrica di Hashtag Sicilia dedicata ai libri e alle idee che aiutano a leggere il presente. Protagonista di questa nuova puntata è il professor Andrea Piraino, intervistato a Palermo dal nostro direttore Salvatore Bonura in merito alla sua ultima pubblicazione, l’opera: “L’altro regionalismo”, edito da Donzelli.

Già docente di diritto pubblico nelle Università di Catanzaro e Palermo, Piraino affronta nel suo ultimo libro uno dei temi più dibattuti dell’attualità politica: il regionalismo italiano e le sue criticità strutturali, tornate al centro del confronto pubblico con il progetto di autonomia differenziata.

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Un tema sul quale l’autore non ha cambiato posizione. Piraino ribadisce infatti le sue perplessità su un modello che, a suo avviso, rischia di compromettere l’unità della Repubblica, di incrinare il principio di uguaglianza tra i cittadini e di non risolvere le reali inefficienze del sistema regionale così come si è sviluppato negli ultimi decenni. Una lettura che trova oggi ulteriore conferma, secondo l’autore, anche nelle recenti pronunce della Corte Costituzionale e in una crescente consapevolezza dell’opinione pubblica.

Nel volume, Piraino propone però una prospettiva alternativa: un “altro regionalismo” che non si limita alla redistribuzione delle competenze, ma mette in discussione l’attuale assetto territoriale delle venti regioni italiane. Secondo l’autore, le profonde differenze demografiche, economiche e sociali rendono il sistema attuale incapace di garantire sviluppo equilibrato ed effettiva tutela dei diritti. Regioni profondamente diverse tra loro, come Lombardia e Molise o Basilicata, risultano difficilmente comparabili e inadatte a sostenere le stesse funzioni istituzionali.

Uno sguardo particolare è riservato alla Sicilia. Piraino invita a superare letture semplicistiche e polemiche sullo Statuto speciale, sottolineando come il problema non risieda tanto nell’autonomia in sé, quanto nell’uso che ne è stato fatto. Lo Statuto, concepito come strumento di responsabilizzazione delle classi dirigenti, sarebbe stato spesso piegato a interessi particolari, perdendo la sua funzione originaria di servizio al bene collettivo.

Non mancano, infine, riflessioni sul rapporto con la politica. L’idea di un regionalismo cooperativo non è nuova, né estranea all’ordinamento europeo, ma incontra forti resistenze perché metterebbe in discussione assetti di potere consolidati. Finché non maturerà una reale volontà di cambiamento, osserva Piraino, questa prospettiva rischia di restare sullo sfondo del dibattito pubblico.

Per ascoltare l’intervista completa, nella quale abbiamo avuto modo di approfondire i temi accennati in questo articolo e numerosi altri ancora, vi diamo appuntamento questa sera dalle ore 20.00 sulla nostra pagina Facebook, sul nostro canale Youtube, e sui nostri altri canali social. Non mancate!

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