Concorsi regionali in ambito sanitario, biologi esclusi dai profili tecnici. Il presidente dell’Ordine Pitruzzella chiede l’intervento di Schifani

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“Nei concorsi pubblici della Regione Siciliana per i profili tecnici si sta consumando un’esclusione grave e incomprensibile: quella dei laureati in biologia. È una scelta che non ha alcuna giustificazione, né dal punto di vista normativo né da quello tecnico-scientifico. Per questo ho trasmesso una richiesta formale al presidente della Regione siciliana, alla giunta regionale e all’assessorato delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, chiedendo di intervenire sulle deliberazioni n. 481/2020 e n. 336/2025, che regolano i requisiti di accesso ai concorsi regionali”. Lo dice Alessandro Pitruzzella presidente regionale dell’Ordine dei biologi di Sicilia.

“Chiediamo una correzione puntuale e di buon senso: includere le classi di laurea in scienze biologiche (L-13) e biologia (LM-6) tra i titoli ammessi per partecipare ai concorsi per funzionario tecnico – categoria D (area tecnico-scientifica) e per specialista ecologico ambientale (codice B.1). Stiamo parlando – sottolinea il presidente Pitruzzella – di professionisti formati proprio sui temi della tutela ambientale, della biodiversità, della sostenibilità dei territori e della salute pubblica. Escludere i laureati in biologia  dai concorsi significa privare la Regione di competenze scientifiche fondamentali, proprio mentre le sfide ambientali e sanitarie diventano sempre più complesse. In molte altre realtà italiane il biologo è già riconosciuto come figura chiave nei processi di pianificazione, monitoraggio e gestione ambientale. Non si capisce perché la Sicilia debba continuare a ignorare queste buone pratiche. Confido – conclude – in un intervento rapido da parte del presidente Schifani, per ristabilire coerenza normativa, garantire pari accesso ai concorsi pubblici e valorizzare competenze professionali che sono nell’interesse dell’amministrazione e dei cittadini siciliani”.

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