Corteo contro la guerra a Sigonella: il racconto di una giornata di slogan contro la militarizzazione

Oltre un centinaio di persone, coinvolte dalle associazioni femminili e femministe promotrici del presidio, si sono riunite al grido di "Fuori la guerra dalla storia" e di numerosi altri slogan. Ecco cosa è avvenuto durante il corteo di ieri, domenica 18 gennaio

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Nonostante il maltempo e la pioggia che hanno imperversato per tutta la notte fino alle ore immediatamente precedenti la manifestazione, oltre cento persone hanno risposto all’appello, lanciato da una ventina di associazioni femminili e femministe – insieme ad alcuni partiti e movimenti di sinistra -, a partecipare alla manifestazione di domenica 18 gennaio.

Il corteo della giornata di lotta “Le donne contro tutte le violenze a Sigonella” è infatti regolarmente partito intorno alle 10.30 dal cavalcavia di accesso alla base militare di Sigonella dalla Catania-Gela, per poi concludersi nello slargo adiacente alla base NATO.

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Tanti gli slogan lanciati dalle manifestanti, da: “Fuori la guerra dalla storia” a “Smilitarizziamo la Sicilia”, passando per “10, 100, 1.000 piazze di donne per la pace” ed altri cori contro Trump e Netanyahu per quello che hanno fatto in Palestina e in Venezuela.

Sono state espresse dichiarazioni di sostegno alla lotta del popolo iraniano, accompagnate però dalla netta contrarietà verso qualsiasi intervento militare da parte del presidente degli Stati Uniti.

Numerosi slogan sono stati lanciati anche contro le mire dell’attuale inquilino della Casa Bianca nei confronti della Groenlandia e contro il governo Meloni.

Alla manifestazione promossa da Città Felice, UDI, coordinamento Donne CGIL Catania, La Ragnatela, Associazione Olga Benario, Fare Stormo, ANPI, Sunia, CGIL, Catanesi Solidali con il Popolo Palestinese, Femministorie, Penelope, Antico Corso, Rifondazione comunista, hanno aderito Alleanza Verdi Sinistra, Sinistra Anticapitalista, Koinè ed altre associazioni.

Durante il momento del cosiddetto “microfono aperto”, pensato per dare voce ai diversi partecipanti, si sono alternati gli interventi: di Giusi Milazzo (Sunia), Agata Nolfo (UDI), Anna Salvo (Città Felice), Teresa Modafferi dell’associazione contro militarizzazione Scuole e Università, Rosaria Leonardi (CGIL), Chiara Petrelli (Rifondazione comunista), Fausta Ferruzzi (Presidio  donne per la pace Palermo), Mariella Savoca, Elena Majorana, Alfonso Di Stefano.

A chiudere l’iniziativa è stato Nino Bellia, che con la sua chitarra ha eseguito alcune canzoni di lotta e qualche composizione di De Gregori, Rosa Balestrieri e Bob Dylan.

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