Si è svolto oggi, venerdì 23 novembre, a Catania presso l’Hotel Nettuno, il convegno dal titolo “Finanza Cooperativa, Leve di Credito e Strumenti per la Crescita Sostenibile”, promosso da Confcooperative Sicilia. L’evento è stato organizzato con l’obiettivo di fare il punto sullo “stato dell’arte” dell’accesso al credito per le cooperative siciliane e sulle opportunità offerte dal sistema bancario e dagli strumenti finanziari nazionali e regionali tutt’ora in essere.
L’iniziativa si è svolta in un contesto reso particolarmente complesso dagli eventi meteorologici estremi degli ultimi giorni: il ciclone Harry ha infatti provocato danni anche alla struttura dell’Hotel Nettuno, allagando la sala inizialmente destinata al convegno, che è stato quindi trasferito in un altro ambiente non coinvolto dall’alluvione. Una circostanza che ha fatto da sfondo, simbolicamente e non, ad una giornata dedicata alla resilienza e alla tenuta del sistema cooperativo siciliano; che dal canto suo ha dimostrato una grande presenza ed aderito in massa all’iniziativa, riempiendo totalmente la sala.

Ad aprire i lavori è stato Gaetano Mancini, presidente di Confcooperative Sicilia, che ha tracciato il quadro di riferimento nel quale si inserisce il convegno. Mancini ha evidenziato come l’accesso al credito rappresenti oggi una delle principali criticità per il mondo cooperativo, in un contesto caratterizzato da regole sempre più stringenti, vigilanza europea e parametri finanziari complessi. Da qui la scelta di promuovere una giornata di confronto operativo, finalizzata non solo all’analisi delle difficoltà, ma soprattutto alla conoscenza concreta degli strumenti disponibili e al rafforzamento del dialogo tra cooperative, banche e istituzioni.
Anche Luciano Ventura, segretario generale di Confcooperative Sicilia, nel corso del nostro incontro ha sintetizzato il senso profondo dell’iniziativa. Ventura ha sottolineato come le cooperative siciliane oggi non chiedano assistenza, ma interlocutori qualificati, capaci di comprendere e valorizzare una fase di crescita e innovazione che richiede strumenti finanziari “sartoriali”. L’obiettivo, ha spiegato, è tradurre il valore sociale delle cooperative in solidità economica, costruendo un ecosistema nel quale credito cooperativo, fondi specializzati e sistema associativo lavorino in modo integrato per sostenere lo sviluppo reale dell’Isola.
Previsti in apertura anche i saluti istituzionali dell’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo, assente perché impegnato a Düsseldorf per un evento istituzionale legato alla fiera internazionale della nautica. Al suo posto è intervenuto Tommaso Di Matteo, direttore di Sprint Sicilia, che ha portato il saluto dell’assessorato e del governo regionale. Di Matteo ha richiamato il tema della strategia come elemento chiave per la crescita, sottolineando l’importanza dell’internazionalizzazione e della sostenibilità come assi portanti delle politiche regionali. Ha inoltre evidenziato come la cooperazione rappresenti un modello capace di valorizzare le eccellenze siciliane sui mercati globali, a patto di essere accompagnata da strumenti finanziari adeguati.
In collegamento è intervenuto anche l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino, che ha illustrato le principali linee di intervento del governo regionale a sostegno del mondo produttivo. Dagnino ha ricordato l’approvazione del piano 2026-2028 dell’IRCAC, l’introduzione della decontribuzione nella legge di stabilità regionale, il ruolo della Super ZES e la prossima attivazione della task force per l’attrazione degli investimenti. Un insieme di misure che, secondo l’assessore, mira a colmare progressivamente il divario con le aree più sviluppate del Paese e a creare condizioni più favorevoli per imprese e cooperative.
A portare il punto di vista del sistema bancario cooperativo è stato Concetto Costa, presidente di Federcasse Sicilia, che ha ricordato come le Banche di Credito Cooperativo operino con una missione diversa rispetto alla grande industria bancaria: reinvestire nei territori la raccolta, contrastare la desertificazione bancaria e sostenere lo sviluppo economico, sociale e culturale delle comunità locali, pur nel rispetto di regole sempre più stringenti imposte dal quadro normativo europeo.
Il primo focus tematico, dedicato al credito cooperativo, ha visto gli interventi di Giuseppe Di Forti, presidente di Sicilbanca, e Massimo Sena, presidente della Bcc di Pachino. Di Forti ha evidenziato come le Banche di Credito Cooperativo condividano con le cooperative la centralità della persona e del territorio, sottolineando la necessità di distinguere tra il fine dell’attività bancaria – lo sviluppo delle comunità – e lo strumento, rappresentato dal credito. Un modello che oggi si confronta con le sfide poste dalla vigilanza europea e dalla necessità di garantire sostenibilità economica, senza rinunciare alla relazione diretta con imprese e soci.
Massimo Sena, presidente della Bcc di Pachino, ha posto l’accento sulle difficoltà crescenti nell’erogazione del credito, legate a normative sempre più complesse e alla necessità di valutare la capacità di rimborso prospettica delle imprese. Un contesto che, secondo Sena, impone alle cooperative di rafforzare la pianificazione finanziaria e i processi gestionali, trasformando i vincoli normativi in un’opportunità di crescita e maggiore solidità.
Ampio spazio è stato dedicato agli strumenti della cooperazione finanziaria. Silvia Rossi, direttrice di Fondosviluppo, ha illustrato il ruolo del fondo mutualistico di Confcooperative, che reinveste il 3% degli utili delle cooperative e delle BCC in capitale paziente, formazione, promozione e progetti di sviluppo, con particolare attenzione alle aree interne e alle esigenze di liquidità e circolante. Rossi ha sottolineato come, negli ultimi anni, la cassetta degli attrezzi di Fondosviluppo si sia ampliata proprio per rispondere in modo più mirato ai bisogni delle cooperative, rafforzandone la capacità di crescita e di dialogo con il sistema del credito.
Alessandro Viola, responsabile dell’area Promozione e Sviluppo di CFI – Cooperazione Finanza Impresa, ha richiamato l’importanza del supporto ai processi di workers buyout e alle operazioni di rafforzamento patrimoniale delle cooperative, mentre Giacomo Terranova, direttore generale dell’IRCA, ha fatto il punto sugli strumenti regionali a disposizione del sistema cooperativo, evidenziando la necessità di riattivare leve come i contributi sugli interessi e il leasing agevolato, oggi penalizzati dalla carenza di risorse dedicate.
Dino Fiorini, direttore generale di Cooperfidi Italia, ha infine sottolineato il ruolo dei confidi come ponte tra cooperative e sistema bancario, spiegando come la garanzia resti una leva centrale nel processo del credito, soprattutto dopo la fase emergenziale legata al Covid. Fiorini ha evidenziato come oggi la funzione dei confidi non possa limitarsi alla sola garanzia formale, ma debba tradursi in un accompagnamento reale delle cooperative, capace di rendere leggibili ai sistemi bancari bilanci e modelli economici spesso complessi, facilitando così l’accesso al credito.
Ad evidenziare il lavoro di accompagnamento svolto quotidianamente da Confcooperative Sicilia sono stati Carla Barbanti, coordinatrice di Azure Consulting Srl, e Daniele Amorosino, responsabile d’area Palermo-Trapani di Confcooperative Sicilia. Entrambi hanno rimarcato l’importanza dell’assistenza tecnica e progettuale per aiutare le cooperative a dialogare con il mondo del credito in modo strutturato e consapevole.
A chiudere il ciclo degli interventi è stato Stefano Consiglio, presidente della Fondazione per il Sud, che ha illustrato il ruolo della Fondazione nel sostenere la cooperazione sociale attraverso grant, ma anche attraverso un’evoluzione verso strumenti misti che combinano contributi a fondo perduto, equity e credito. Un approccio orientato a rafforzare patrimonialmente le cooperative e a sostenerne i percorsi di crescita e strutturazione.
Il convegno si è concluso con un question time che ha permesso alle cooperative presenti di confrontarsi direttamente con relatori e istituzioni. Resta ora da capire se le linee tracciate, gli strumenti illustrati e le disponibilità manifestate riusciranno a incontrare concretamente le esigenze reali delle cooperative siciliane. Da quanto emerso nel corso della giornata, la direzione sembra quella giusta e i presupposti appaiono incoraggianti. Sarà il tempo, però, a dire se le proposte del sistema bancario e della politica sapranno tradursi in risposte efficaci per il mondo cooperativo.
Per approfondire ulteriormente le tematiche trattate nel corso di questo importante evento, vi anticipiamo che prossimamente torneremo su questi ed altri argomenti connessi con il mondo del credito cooperativo grazie ad un’intervista nei nostri studi insieme alla dott.ssa Carla Barbanti e il dott. Daniele Amorosino.



