Comunità educanti, la sfida per il futuro di Catania: alleanze stabili contro la dispersione scolastica – Rubrica “Che ne faremo dei nostri ragazzi?” #2

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La seconda puntata del ciclo di approfondimento “Che ne faremo dei nostri ragazzi?”, promosso da Hashtag Sicilia, affronta un nodo centrale per il futuro della città: la costruzione di comunità educanti come risposta strutturale alla crisi del sistema educativo. Ne discutono Adriana Laudani, avvocato dell’associazione Memoria e Futuro, Mauro Mangano, dirigente scolastico dell’Istituto Angelo Musco, e Agata Pappalardo, coordinatrice del Tavolo sulla dispersione scolastica dell’Osservatorio metropolitano e presidente dell’Ufficio diocesano sulla povertà educativa.

Dal confronto emerge una consapevolezza condivisa: non siamo di fronte a un’emergenza nata oggi, ma a una crisi di lungo periodo che investe la qualità e la tenuta dell’offerta educativa e formativa. La fragilità del tempo pieno, la debolezza della rete degli asili nido e la difficoltà di garantire continuità nella programmazione didattica sono segnali evidenti di un impianto che fatica a rispondere ai bisogni dei territori. Una condizione che riguarda Catania, ma che riflette una realtà siciliana spesso analoga, se non ancora più complessa.

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Il quadro è reso ancora più urgente dall’intreccio tra dispersione scolastica, devianza minorile e carenza di risposte socio-educative, richiamato anche in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Non si tratta di fenomeni isolati, ma di indicatori di una fragilità strutturale che interpella la responsabilità collettiva.

Dentro questo scenario, la puntata rilancia una parola chiave: comunità educanti. Non un progetto aggiuntivo né una risposta destinata soltanto ai contesti più fragili, ma una scelta strategica che implica alleanze educative stabili tra scuole, associazioni, Terzo settore, parrocchie, istituzioni e cittadini.

Per Mauro Mangano il rafforzamento del tempo pieno rappresenta una leva decisiva per migliorare la qualità dell’offerta formativa: «Il tempo scuola non è solo una questione organizzativa, ma una condizione che consente una programmazione didattica più solida e percorsi educativi realmente efficaci».

Agata Pappalardo richiama invece le esperienze già attive nei territori, da San Cristoforo ad alcune realtà della provincia, sottolineando come le alleanze educative siano già una pratica concreta: «Quando scuola, Chiesa, associazioni e istituzioni lavorano insieme, si costruiscono presìdi educativi stabili e credibili per i ragazzi». Un percorso sostenuto anche dall’attenzione dell’arcivescovo ai temi della dispersione scolastica.

Accanto a queste esperienze, Adriana Laudani evidenzia la necessità di una regia pubblica capace di rendere strutturali le iniziative: «Le comunità educanti non possono vivere solo della buona volontà dei singoli. Serve un coordinamento forte del Comune che metta in rete risorse e responsabilità». La costruzione di alleanze educative solide richiede infatti una visione di sistema, capace di superare la frammentazione degli interventi.

La puntata rappresenta così un passaggio significativo del percorso di approfondimento: dalla constatazione delle fragilità alla ricerca di una risposta condivisa e strutturale. Perché investire in comunità educanti significa incidere non solo sul presente dei ragazzi, ma sulla qualità civile e democratica della città.

La nuova puntata, dedicata ai vari temi accennati in quest’articolo, e a tanti altri ancora, verrà trasmessa questa sera, alle ore 20.00 sulla pagina Facebook, sul canale Youtube, e su tutti gli altri canali social del giornale. Non mancate!

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