Il Governo prova a fornire un paracadute sociale alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti in licenziamenti collettivi, tentando di dare un segnale di stabilità per i territori più fragili del Paese. Il Ministero del Lavoro ha sciolto le riserve depositando un emendamento al Decreto Milleproroghe che prevede il ripristino della mobilità in deroga per tutto l’anno 2026 all’interno delle aree di crisi industriale complessa (In Sicilia le crisi complesse riguardano i poli industriali di Gela, Termini Imerese e l’area di Priolo-Siracusa).
La misura, voluta dalla Ministra Marina Calderone, punta a sanare un potenziale vuoto normativo che rischiava di lasciare scoperti migliaia di lavoratori proprio in quei distretti dove il tessuto produttivo fatica maggiormente a rigenerarsi. Secondo quanto dichiarato dalla Ministra, l’intervento non va inteso come una semplice forma di assistenza economica, ma come un “presidio di dignità”. L’obiettivo dichiarato è infatti quello di accompagnare i lavoratori attraverso un percorso protetto verso nuove opportunità di ricollocazione, garantendo al contempo alle imprese gli strumenti necessari per il rilancio industriale.
Il funzionamento della mobilità tra sostegno e incentivi
Per comprendere appieno la portata del provvedimento, è necessario distinguere la mobilità dai comuni ammortizzatori sociali. Se la Cassa Integrazione interviene quando il legame con l’azienda è ancora attivo ma sospeso, la mobilità scatta solo quando il rapporto di lavoro si interrompe definitivamente a seguito di licenziamenti collettivi. In questo scenario, il lavoratore non riceve soltanto un assegno mensile che ne garantisce la stabilità finanziaria durante la transizione, ma viene inserito in apposite liste che lo rendono appetibile per il mercato del lavoro. Le aziende che decidono di assumere personale iscritto in mobilità possono infatti beneficiare di significativi sgravi contributivi, trasformando un momento di crisi in una concreta occasione di reimpiego.
La natura strategica della deroga nelle aree di crisi
La natura “in deroga” di questa misura rappresenta lo strumento più flessibile a disposizione delle istituzioni, poiché permette di estendere le tutele anche a quelle categorie di lavoratori o imprese che normalmente non avrebbero i requisiti per accedere alla mobilità ordinaria. Si tratta di un intervento chirurgico, attivato specificamente per gestire le emergenze occupazionali nei territori dove il disagio sociale è più acuto e la deindustrializzazione ha colpito più duramente.
Giuseppe Emiliano Bonura



