EndoDiab 2026, la seconda giornata dedicata al diabete di tipo 2 e alla rete territoriale di cura

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Si concluderà domani 7 marzo EndoDiab 2026, il primo congresso degli Specialisti Ambulatoriali di Area Endocrino-Metabolica, un appuntamento scientifico che ha riunito per la prima volta in Sicilia una rete di professionisti della sanità territoriale, e cioè endocrinologi, diabetologi e medici di medicina generale, per discutere le principali sfide cliniche e organizzative legate alle patologie metaboliche. In particolare i lavori di questa seconda giornata del congresso saranno interamente dedicati al diabete tipo 2, una delle patologie croniche più diffuse e complesse da gestire.

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“Con EndoDiab 2026 abbiamo voluto presentare alla città un obiettivo chiaro: rafforzare la rete endocrino-metabolica territoriale e migliorare la presa in carico delle patologie croniche che incidono sempre di più sulla salute della popolazione», spiegano i medici del comitato scientifico e organizzativo del congresso, Franz Lanzafame, Gaspare Cordaro, Barbara Aiello, Daniela Ingannè, Loredana Intrigila, Domenico Maiolo.

“Nel nostro territorio esistono già diversi ambulatori che operano in questo ambito. Il decreto ministeriale 77 del 2022 ha indicato una nuova direzione per la sanità territoriale, che deve diventare il punto di raccordo tra medicina generale, ospedali e università. Ma bisogna ancora lavorare molto. La nostra intenzione è quella di strutturare una rete capace di lavorare in modo coordinato, con protocolli condivisi e percorsi chiari, così da offrire risposte più efficaci e uniformi ai cittadini su tutto il territorio”. Secondo gli specialisti, questo modello si integrerà con la riorganizzazione della sanità territoriale già in corso, che prevede lo sviluppo delle Case di Comunità e l’attivazione dei PDTA, i percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali, a partire dal diabete e progressivamente anche per altre patologie come obesità e malattie tiroidee.
“La nostra rete nasce per contribuire a questo processo e per rendere l’assistenza più accessibile e umanizzata. L’idea è costruire un sistema in cui ogni livello di cura abbia un ruolo chiaro: il medico di medicina generale potrà gestire le condizioni meno complesse, riducendo anche le liste d’attesa, mentre i casi più critici potranno essere indirizzati con maggiore rapidità verso ospedali e università. È un modello basato sulla collaborazione e sull’integrazione delle competenze”.

Il congresso rappresenta dunque anche un momento di confronto tra specialisti ambulatoriali, medicina generale, ospedali e università. “Abbiamo voluto presentarci alla città e avviare un dialogo tra tutti gli attori del sistema sanitario per costruire una rete professionale solida e realmente funzionale ai bisogni dei pazienti”.

I lavori sono entrati subito nel vivo oggi all’hotel Nettuno con una sessione dedicata alla gestione dei noduli della tiroide, che ha analizzato il ruolo della medicina generale e della specialistica nella diagnosi e nel trattamento della patologia nodulare. Sono stati dapprima approfonditi gli strumenti diagnostici più utilizzati, passando per le situazioni più complesse come i noduli maligni e la gestione delle patologie tiroidee in gravidanza, e concludendo con le nuove conoscenze su genetica ed epigenetica dei noduli tiroidei e alle possibili ricadute terapeutiche.

La seconda sessione ha invece affrontato il tema dell’infertilità maschile e della disfunzione erettile, condizioni sempre più riconosciute come indicatori di salute generale. Il programma ha analizzato l’epidemiologia delle disfunzioni gonadiche, gli strumenti diagnostici ecografici e laboratoristici e le principali opzioni terapeutiche disponibili. Il confronto tra medicina generale e specialistica è stato al centro di una tavola rotonda dedicata alla collaborazione tra i diversi livelli dell’assistenza nella gestione delle patologie endocrino-metaboliche.

Il pomeriggio è proseguito con una sessione dedicata a sovrappeso e obesità, che approfondirà i meccanismi neuroendocrini alla base del comportamento alimentare, l’inquadramento diagnostico della patologia e le strategie terapeutiche più aggiornate. Ampio spazio è stato dedicato sia alle nuove prospettive farmacologiche sia agli interventi basati su alimentazione e attività fisica.

Domani il programma darà spazio al legame tra obesità e diabete, all’approccio del medico di medicina generale, il diabete gestazionale e l’evoluzione delle strategie terapeutiche, con particolare attenzione alla terapia insulinica e alle nuove tecnologie per il monitoraggio continuo della glicemia. Saranno inoltre presentati i più recenti sviluppi farmacologici, inclusi i farmaci incretinici e le terapie con effetti di protezione cardiorenale.

La parte finale del congresso sarà dedicata agli aspetti organizzativi della sanità territoriale, con momenti di confronto sul ruolo dello specialista ambulatoriale nella gestione delle patologie endocrino-metaboliche, sull’appropriatezza nell’uso delle tecnologie avanzate per il monitoraggio glicemico e sulla collaborazione tra specialistica territoriale e dirigenza aziendali, e ai percorsi di formazione.

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