Recensioni di libri, riflessioni insieme agli autori delle opere, divulgazione culturale e informazione. Questo e molto altro nella nostra rubrica “Libriamoci”.
Ospite della puntata odierna è Angelo Vecchio, ingegnere e architetto con una lunga esperienza professionale maturata spaziando tra l’Italia ed estero, che ci accompagna in un viaggio letterario nella Sicilia del XII secolo con il suo romanzo “Il Geografo”, pubblicato da Edizioni Leima.
Un libro nato prima di tutto da un’esigenza personale. Vecchio racconta infatti di aver iniziato a scrivere oltre vent’anni fa quasi per esercizio, con l’obiettivo di migliorare il proprio stile. Da quel primo racconto la scrittura è diventata una passione quotidiana: “Scrivo fondamentalmente per il mio piacere – spiega – è qualcosa che mi rilassa. Spesso mi alzo anche un’ora prima la mattina per poter scrivere o ascoltare musica”. Il Geografo rappresenta oggi il quarto romanzo dell’autore.
Al centro della storia c’è la figura storica del geografo arabo Al-Idrisi, chiamato alla corte di Ruggero II di Sicilia per realizzare una delle più importanti mappe del mondo medievale. Nel romanzo, però, questo personaggio diventa anche il protagonista di un viaggio attraverso l’isola: un percorso che attraversa città, paesaggi e culture, intrecciando storia, avventura e mistero.
Vecchio immagina infatti Idrisi impegnato in un itinerario che parte dalla zona di Taormina e si snoda lungo la Sicilia orientale, tra l’Etna, monasteri basiliani, città e antichi centri dell’entroterra. Durante il cammino il geografo mette a frutto anche le sue conoscenze di erboristeria e si trova coinvolto in piccoli casi e indagini che animano la narrazione, dando al romanzo anche una dimensione investigativa.
Accanto al protagonista emergono altri personaggi che arricchiscono il racconto. Tra questi il fedele Azim, servo e guardia del corpo di Idrisi, figura complementare al protagonista e legata a lui da un rapporto di fiducia e dialogo continuo. Sullo sfondo si staglia poi la figura del re Ruggero, con la sua corte multietnica e cosmopolita, e lo stesso paesaggio siciliano medievale, che nel romanzo diventa quasi un personaggio a sé.
Proprio il paesaggio dell’isola – tra foreste, fiumi, fiumare e boschi oggi in parte scomparsi – costituisce uno degli elementi più suggestivi dell’opera. Attraverso il viaggio di Idrisi, l’autore prova infatti a restituire l’immagine di una Sicilia ricca di natura e di incontri, attraversata da viaggiatori e culture diverse.
Ma il romanzo vuole anche trasmettere un messaggio più ampio. Vecchio sottolinea come nella Sicilia normanna, sotto il regno di Ruggero II, convivessero popoli e religioni differenti – arabi, normanni, greci ed ebrei – in un clima di relativa tolleranza e collaborazione. Una realtà storica che diventa nel libro simbolo di dialogo tra culture.
Per ascoltare l’intervista completa, nella quale abbiamo avuto modo di approfondire anche il processo creativo dell’autore e i suoi progetti futuri, vi diamo appuntamento questa sera dalle ore 20.00 sulla nostra pagina Facebook, sul nostro canale Youtube, e sui nostri altri canali social. Non mancate!



