Minacce a De Luca, Pellegrino: “La mafia oggi non spara più, prova a comandare la politica”

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Il vicepresidente vicario del Consiglio comunale di Catania Riccardo Pellegrino – anche in qualità di legale rappresentante della FENAPI Catania Centro – esprime piena e convinta solidarietà all’onorevole Cateno De Luca, sindaco della splendida Taormina, per le gravi intimidazioni subite nelle scorse ore a Barcellona Pozzo di Gotto.

«Quanto accaduto – dichiara Pellegrino – è un episodio gravissimo che ha il chiaro sapore di un’intimidazione politica. Chi pensa di fermare o spaventare Cateno De Luca non lo conosce: è una persona che non si è mai piegata davanti a nessuno».

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Il vicepresidente vicario punta il dito contro un fenomeno che, a suo avviso, negli anni ha cambiato volto.

«La mafia di oggi non è più quella degli anni ’80 che sparava per le strade. Oggi è molto più pericolosa perché prova a infiltrarsi nei palazzi istituzionali e a condizionare il sistema politico. È una mafia che tenta di comandare senza esporsi, utilizzando pressioni, intimidazioni e sistemi di potere che soffocano la libertà democratica».

Pellegrino sottolinea come l’attacco a De Luca arrivi proprio mentre il sindaco di Taormina è impegnato in prima linea nel confronto politico per le prossime amministrative sul territorio: «Quando qualcuno prova a intimidire chi fa politica apertamente significa che si stanno toccando interessi consolidati. E questo dovrebbe far riflettere tutti».

Nel suo intervento, Pellegrino evidenzia anche il profilo amministrativo e imprenditoriale di De Luca: «Cateno De Luca è riconosciuto da tutti come un grande amministratore e un imprenditore capace. Con la Fenapi ha creato lavoro e dato dignità a migliaia di persone in tutta Italia, offrendo opportunità a tanti giovani. È questa la mentalità che dovrebbe avere la politica e che Cateno prova a portare nel suo modo di amministrare: creare sviluppo e lavoro, non limitarsi a difendere poltrone».

Il vicepresidente vicario di Fenapi Catania Centro non risparmia poi una critica al sistema di consenso costruito negli anni da certa politica: «Purtroppo esiste ancora un sistema malato in cui qualcuno prova a controllare il voto attraverso promesse, favori o posti di lavoro. È una dinamica che ho visto personalmente durante le campagne elettorali, quando molti cittadini mi dicevano di non poter votare liberamente perché legati a qualcuno che aveva promesso o garantito qualcosa».

Infine l’appello ai cittadini di Barcellona Pozzo di Gotto: «Sono certo che i barcellonesi onesti sapranno dimostrare, nella cabina elettorale, da che parte stanno davvero. Le intimidazioni non fermeranno chi vuole cambiare le cose».

«La Sicilia ha bisogno di libertà, coraggio e amministratori che non abbiano paura di rompere i vecchi schemi. E sono convinto che né le minacce né le pressioni riusciranno a fermare chi ha deciso di combattere questo sistema».

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