Pesce d’aprile, tra storia e leggenda: origini e curiosità di una festa goliardica globale

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Con l’approssimarsi del mese di aprile in molti si chiedono quali siano le origini del pesce d’aprile: quell’usanza che consiste nel fare scherzi innocui, finti regali, beffe che coinvolgono bambini, adulti e persino testate giornalistiche.

Burle che consistono, a seconda del paese, anche in false e ridicole commissioni o richieste di oggetti impossibili, e comunque inesistenti.

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Per fare qualche esempio:

  • In Portogallo si chiede agli ingenui e agli sprovveduti di andare a comprare la corda per legare il vento,
  • In Francia il lievito per fare le salsicce,
  • In Germania la neve essiccata,
  • In Belgio il rasoio per tosare le uova, ad Andorra la pietra per affilare i capelli, e così via.

Rispetto all’origine storica di questa tradizione goliardica non c’è una certezza assoluta. Alcuni ritengono che risalga ai tempi della regina Cleopatra, e raccontano che un giorno Marco Antonio la invitò sulle rive del Nilo. La regina, per fargli uno scherzo, invece di presentarsi all’appuntamento gli fece trovare un finto coccodrillo.

Altri sostengono che già nell’antica Roma l’arrivo della primavera fosse celebrato con feste e momenti di svago, talvolta accompagnati da scherzi e burle. Acclarata dunque l’incertezza sulle origini storiche, si può provare a ricostruire questa tradizione attraverso alcune teorie.

Una delle più remote riguarda il beato Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia dal 1334 al 1350, che secondo la leggenda avrebbe salvato un papa rimasto soffocato da una spina di pesce. Il pontefice, per riconoscenza verso il suo salvatore Bertrando, avrebbe quindi vietato il consumo di pesce nella giornata del 1º aprile.

Un’altra teoria colloca l’origine di questa tradizione nella Francia medievale, dove il Capodanno veniva celebrato il 25 marzo e i festeggiamenti si prolungavano fino al 1º aprile. Con la riforma del calendario introdotta nel 1564, che fissò l’inizio dell’anno al 1º gennaio, coloro che continuarono a celebrare il nuovo anno ad aprile furono oggetto di scherno e presi in giro con un bel “poisson d’avril”, ovvero pesce d’aprile.

In Italia, la prima città ad accogliere questa usanza sarebbe stata Genova. Secondo alcuni antropologi – che probabilmente la sanno più lunga degli altri -, il nome della ricorrenza deriverebbe dal fatto che, in primavera, sui fondali marini vi fossero pochi pesci e che i pescatori, tornando a mani vuote, venissero presi in giro dai compaesani.

Un’altra leggenda attribuisce l’origine di questa tradizione al popolo fiorentino: si racconta che, il 1º aprile, i più ingenui venissero mandati a comprare del pesce in una specifica piazza della città, dove però non se ne trovava traccia se non in un’effigie raffigurata su un muro.

Comunque sia il 1º aprile è una ricorrenza che si celebra in tutto il mondo, per cui benché non sia una festa ufficiale ,segnata in nessun calendario civile, grandi e piccini organizzano giochi e beffe di ogni tipo per fare abboccare, non solo gli ingenui, ma anche qualche persona avveduta.

Quindi tra incerte origini storiche di questa festa, leggende e teorie, decidete voi se anche questa ricostruzione non sia un bel… pesce d’aprile!

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