Lo scorso martedì 7 aprile è entrata in vigore la tanto attesa Legge n.34 2026 sulle Piccole e Medie Imprese.
Una norma che interviene sull’accesso al credito, sull’innovazione, sul lavoro e sulle aggregazioni tra le imprese. Altri temi affrontati dal provvedimento sono: il contrasto alle false recensioni online, il sostegno al ricambio generazionale nelle Pmi e le nuove agevolazioni per le reti d’impresa.
La legge delega il Governo ad intervenire, entro 9-12 mesi, su specifiche materie.
- la definizione dell’innalzamento dei limiti dimensionali delle imprese artigiane;
- il riordino della disciplina delle start up e delle Pmi innovative;
- la nascita delle centrali consortili finalizzate a indirizzare e coordinare le aggregazioni di micro e PMI già riuniti in consorzi di filiera;
- la nuova definizione dei compiti e delle attività dei Confidi.
Ma come suol dirsi “non è tutto oro quello che luccica”. Fuor di metafora: la norma contiene anche una sorpresa negativa sullo Smart working, perché debutta un regime sanzionatorio che prevede l’arresto da 2 a 4 mesi o un’ammenda da 1.708,61 a 7.403,96 euro in caso di mancata consegna, almeno annualmente, dell’informativa scritta al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sugli obblighi concernenti la salute e la sicurezza sul lavoro.
Detto ciò, vediamo in sintesi gli aspetti più rilevanti della legge già esitata dal Parlamento ed entrata in vigore come già ricordato il 7 aprile.
Innalzamento del limiti dimensionali delle Imprese Artigiane e sanzione dell’uso improprio del termine “artigiano”
Fermo restando che la legge delega il Governo a definire entro 9 mesi i nuovi limiti dimensionali delle imprese artigiane, è invece operativo dal 7 aprile il divieto di utilizzare in modo improprio e ingannevole il termine artigiano, pena il rischio di vedersi comminata una sanzione dell’1% del fatturato, con un minimo di 25.000 euro.
Contrasto alle false recensioni online
Questa è una delle novità più importante per il turismo e per la ristorazione, pensata per combattere la diffusione di recensioni non autentiche. Ciò perché la norma stabilisce che le recensioni siano considerate valide solo se pubblicate entro 30 giorni dell’effettivo utilizzo del prodotto/servizio. Viene altresì vietata qualsiasi forma di acquisto, vendita o cessione di recensioni.
Misure finanziarie del settore moda
La legge, oltre a prevedere stanziamenti sino a 100 milioni di euro per i mini-contratti di sviluppo, si propone di sostenere la transizione del settore moda verso modelli produttivi più sostenibili e favorire programmi di aggregazione.
Ricambio generazionale nelle PMI
Relativamente al biennio 2026-27 viene introdotta una sperimentazione sul ricambio generazionale nelle PMI con meno di 50 dipendenti. A questo scopo le aziende potranno assumere lavoratori under 35 con contratto a tempo indeterminato in sostituzione di personale prossimo alla pensione, beneficiando di un esonero contributivo fino a 3 mila euro. È consentito alle aziende anche il ricorso al part time.
Tutela marchi storici e sostegno alle filiere
Il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali viene esteso anche alle acquisizioni di imprese della filiera in difficoltà da parte di aziende titolari di marchi storici. In questo modo si vuole rafforzare la continuità aziendale, sostenere l’occupazione e preservare il valore strategico delle filiere italiane.
Incentivi per i centri urbani di medie dimensioni
La norma amplia la platea dei comuni interessati dalla misura fiscale che prevede un’imposizione Irpef al 7% per i pensionati che trasferiscono la propria residenza in determinati territori, estendendo la soglia ai centri fino a 30.000 abitanti.
Centrali consortili e aggregazioni tra imprese
Il provvedimento a questo proposito introduce le centrali consortili, enti mutualistici vigilati dal Ministero con funzioni di coordinamento e supporto alle aggregazioni tra micro e piccole imprese già organizzate in filiera. Inoltre favorisce anche la creazione e il rafforzamento di consorzi e reti anche tra imprese appartenenti a settori differenti, ciò al fine di promuovere economie di scala e collaborazioni per competere meglio sui mercati.
Commercio e distribuzione alimentari: nuova definizione Horeca
Si stabilisce che almeno il 70 % dei ricavi debba derivare dalla distribuzione di prodotti alimentari verso operatori del settore.
Innovazione e semplificazione
Su queste materie la norma, oltre semplificare gli adempimenti e coordinare la normativa esistente, si pone l’obiettivo di favorire una maggiore integrazione tra imprese e sistema della ricerca. Mentre per quando concerne la semplificazione, la sicurezza nel lavoro e il lavoro agile vengono introdotti modelli semplificati per le PMI in materia di sicurezza nel lavoro, nonché la possibilità di svolgere la formazione obbligatoria anche durante il periodo di Cassa integrazione con un supporto dell’Inail e l’obbligo, per il datore di lavoro, di fornire un’informativa sui rischi connessi al lavoro agile. A questo proposito sono previste delle sanzioni in caso di mancata comunicazione. Si prevedono infine verifiche periodiche triennali, per piattaforme mobili elevabili e fuoristrada, oltre all’estensione dell’esonero dell’assicurazione obbligatoria RCA per veicoli utilizzati esclusivamente in are non accessibili al pubblico come porti, aeroporti , aree ferroviarie.
Reti d’impresa: detassazione degli utili reinvestiti
Si stabilisce che, a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2026 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2028, una quota degli utili destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare, nell’ambito di un contratto di rete, non concorra alla formazione del reddito d’impresa, entro il limite massimo di 1 milione di euro annui per impresa.



