Catania Book Festival, debutto ad alta intensità: Walsh, Attanasio, Fava, Lojacono e Maugeri guidano una giornata tra narrativa, diritti e visioni contemporanee

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Firme prestigiose della narrativa e della saggistica come Colin Walsh, Maria Attanasio, Claudio Fava, Simona LoJacono, Massimo Maugeri,  Maddalena Crepet, Davide Bennato, inaugurano oggi il Catania Book Festival al Palazzo della Cultura, aprendo una giornata che unisce scrittura internazionale e italiana a una forte dimensione collettiva. Accanto agli incontri con gli autori, i laboratori trasformano il pubblico in protagonista con la pratica viva e gli spazi di confronto.

Parte oggi la Fiera internazionale del libro e della cultura con una tre giorni di programma fitto e trasversale che si concluderà domenica 26. 

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La giornata di oggi sarà chiusa alle 20, all’Auditorium Concetto Marchesi, dallo scrittore irlandese Colin Walsh con “Kala” (Fazi). Un thriller letterario che scava nelle dinamiche di gruppo, nella perdita dell’innocenza e nei segreti che riemergono dopo anni, costruendo una tensione emotiva che va oltre il genere.

Nel pomeriggio, alle 16:15 in Sala della Notte, sarà invece protagonista Maria Attanasio con “La Rosa Inversa” (Sellerio), in corsa per la dozzina dello Strega; un romanzo storico e politico che rilegge il Settecento siciliano attraverso il conflitto tra pensiero libero e potere, restituendo una narrazione profondamente attuale.

Alle 15, all’Auditorium Concetto MarchesiMassimo Maugeri presenta “Quel che facciamo dell’amore” (La Nave di Teseo): una storia che attraversa vent’anni tra musica e relazioni, esplorando il peso delle scelte e la persistenza dei legami nel tempo.

Tra gli altri autori di rilievo, alle 17:30 in Sala della Notte, Claudio Fava con “Non ti fidare” (Fandango) propone una narrazione intensa sul tema dell’identità e della manipolazione, ambientata nel contesto drammatico dei desaparecidos argentini.

In parallelo, all’Auditorium Concetto MarchesiSimona Lo Iacono presenta “Joanna Degli Incanti” (Guanda): una protagonista femminile fuori dagli schemi, capace di trasformare vincoli sociali e tragedie personali in occasione di rinascita e innovazione.

Alle 16:15 in Sala Sant’AgataMaddalena Crepet con “Ci siamo traditi tutti”(Solferino) riporta il pubblico negli anni Settanta, raccontando la deriva della lotta armata tra idealismo e disillusione.

Alle 18:45 in Sala della Notte, il sociologo Davide Bennato affronta il presente con “Amanti sintetici”, una riflessione sulle relazioni nell’era dell’intelligenza artificiale, tra tecnologia, desiderio e nuove forme di intimità.

Spazio anche al racconto del territorio e dell’identità: alle 12:45 in Sala Sant’AgataValeria Lopis presenta “La Sicilia delle donne e del vino”, un mosaico di storie femminili che ridefiniscono il panorama vitivinicolo dell’isola. Alle 20, nella stessa sala, Massimo Simonini racconta “I Campisi di Marzamemi”, intrecciando tradizione familiare e cultura del mare, con degustazione finale.

Fin dal mattino, il festival si distingue per una forte dimensione partecipativa grazie ai laboratori. Alle 9, Arcigay Catania apre con una riflessione su Liberazione e comunità LGBTQIA+, mentre Amnesty International propone “Voci Silenziose”, dedicato ai diritti dei minori nei conflitti.

Alle 9:20 e alle 13 i più piccoli sono coinvolti nei laboratori narrativi curati dall’Università Kore di Enna, tra condivisione, ascolto ed educazione emotiva. Alle 10:15, l’Associazione Luca Coscioni guida un incontro sul testamento biologico, affrontando in modo diretto e partecipativo il tema del fine vita.

Alle 17:30 la Sala Sant’Agata ospiterà il dibattito di UAAR “Generazione offesa”riflette sulle difficoltà dei giovani tra diritti e libertà di espressione, mentre alle 18:45 all’Auditorium Concetto Marchesi l’incontro con il docente Massimo Prearo di Open Catania, su scuola e antifascismo propone una lettura critica delle resistenze culturali contemporanee. Spazio anche a “Sicilia delle Donne e del vino- figlie di un doc minore” (Ampelos) di Valeria Lopis e alla comunicazione aziendale con la CEO di Reputation Lab, Santina Giannone.

La poesia farà capolino in più momenti chiave: alle 17:30 al Museo Emilio Greco, l’incontro della mini rassegna Sonar, su “Madre, lingua, memoria” indaga il rapporto tra voce e identità poetica, con Giuseppe Condorelli e la sua raccolta “Do funnu di quali notti”; alle 18:45 in Sala Sant’Agata, Iolanda Cuscunà con “Il Sogno di Esaù” propone un poema civile e visionario sull’emergenza ambientale; alle 20, nella Sala della Notte, Tommaso Cimino presenta “Falsi Sonetti”, un lavoro che sperimenta sul linguaggio e sul silenzio come spazio creativo.

Nel corso della giornata, il Museo Emilio Greco ospita i laboratori di Fil Rouge Project: dal disegno creativo alla scrittura ai margini del testo fino alla blackout poetry delle 18:45, dove la cancellazione diventa atto artistico e generativo.

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