Debutta in prima nazionale domenica 26 aprile alle ore 19, al Teatro Murgo (piazza Scammacca), lo spettacolo “La stanza di Elena”, scritto, diretto e interpretato da Oriana Martucci, produzione Santa Briganti.
L’evento si inserisce all’interno della rassegna ZoomTeatro – Dettagli di creazioni contemporanee, dedicata alle nuove scritture sceniche e ai linguaggi del teatro contemporaneo.
Liberamente ispirato al poema “Elena” di Ghiannis Ritsos, lo spettacolo propone una rilettura intima e stratificata del mito, restituendo al pubblico una figura complessa e profondamente umana. Lontana dalla rappresentazione iconica e stereotipata, Elena si moltiplica in una pluralità di volti e di esistenze, attraversando il tempo e lo spazio fino a farsi presenza viva nelle pieghe della contemporaneità.
Sulla scena prende forma una riflessione poetica e disincantata sull’identità, sulla memoria e sul destino. L’Elena evocata da Martucci osserva il fluire del tempo dalla stanza della sua ultima solitudine: un luogo simbolico in cui ricordi, passioni ed eventi vengono consumati e trasformati. È uno sguardo che scava nella fragilità dell’esistenza, restituendo una tensione costante tra perdita e resistenza, tra disillusione e possibilità di senso.
Il testo si sviluppa come un monologo evocativo, attraversato da immagini urbane e visioni quotidiane: donne incontrate per strada, segnate dal tempo e dalla vita, diventano riflessi contemporanei di un mito eterno. In questa sovrapposizione di piani, emerge una verità essenziale: è proprio nella consapevolezza della caducità – nella sconfitta inevitabile contro il tempo e la morte – che si annida una forma autentica di bellezza.
La stanza di Elena si configura così come un’opera intensa e necessaria, capace di interrogare lo spettatore con rigore e sensibilità, proponendo una visione lucida e profondamente poetica dell’esistenza.
La rassegna ZoomTeatro, curata da Open Around con la direzione artistica di Paola Greco e coprodotta da Palazzo Scammacca del Murgo, avviata lo scorso novembre, prosegue fino al 24 maggio 2026. Il progetto sostiene la nuova drammaturgia e rinnova, in chiave contemporanea, l’eredità del Teatro Club catanese di Nando Greco.



