Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro: nel lavoro domestico la sicurezza resta una criticità strutturale

Formazione e regolarizzazione restano i principali fattori di vulnerabilità. I dati dell’ultima rilevazione confermano un quadro sostanzialmente invariato

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In occasione della Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, che si celebra oggi 28 aprile, Nuova Collaborazione, associazione nazionale datori di lavoro domestico, richiama l’attenzione su una criticità strutturale che continua a caratterizzare il settore del lavoro domestico: la tutela della sicurezza di lavoratrici e lavoratori.

I dati più recenti dell’Associazione, raccolti in un’indagine del 2025, evidenziano il permanere di criticità rilevanti sul piano della prevenzione e dell’integrazione della sicurezza nella gestione quotidiana del rapporto di lavoro domestico. In questo contesto, la sicurezza si conferma strettamente dipendente da due variabili: la qualità della formazione e il grado di regolarità del rapporto contrattuale.

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Il quadro che emerge conferma una sostanziale stabilità delle criticità strutturali del settore, in particolare sul fronte della formazione e della regolarizzazione – osserva l’Avv. Alfredo Savia, presidente di Nuova Collaborazione –. La sicurezza nel lavoro domestico non può essere considerata una variabile accessoria del rapporto di lavoro, ma il risultato diretto della qualità delle regole che lo governano. In questo senso, contrasto all’irregolarità, diffusione della formazione e responsabilizzazione dei datori di lavoro costituiscono elementi inseparabili di una stessa politica di tutela.”

Formazione: una leva ancora non pienamente attivata

Solo il 4% di colf, il 12% delle badanti e il 15% delle baby sitter dispone di una formazione strutturata (fonte: Centro Studi Einaudi per Nuova Collaborazione). Un dato che si inserisce in un mercato del lavoro in cui la domanda di sicurezza non si traduce in una piena valorizzazione della formazione, anche a causa di una percezione non sempre prioritaria del tema da parte delle famiglie. Ne deriva un meccanismo di autoregolazione debole, in cui la scarsa diffusione di competenze formali tende a perpetuare livelli disomogenei di preparazione.

Regolarizzazione come infrastruttura della sicurezza

La dimensione contrattuale rappresenta un ulteriore fattore critico. Circa il 50% dei lavoratori domestici opera infatti in condizioni di irregolarità o non pienamente stabilizzate. Si tratta di un elemento che incide direttamente sulla possibilità di accesso a percorsi formativi, strumenti di prevenzione e tutele effettive, con un effetto di indebolimento complessivo della sicurezza.

In questo quadro, la regolarizzazione non costituisce soltanto un adempimento amministrativo, ma una vera e propria infrastruttura del sistema di sicurezza: definisce responsabilità, consente tracciabilità dei percorsi formativi e rende esigibili le tutele. La qualità del lavoro domestico, in questa prospettiva, non può essere disgiunta dalla qualità del rapporto contrattuale che lo regola.

Il ruolo dei datori di lavoro come fattore determinante di prevenzione

Accanto alla dimensione normativa e formativa, emerge con crescente evidenza il ruolo attivo dei datori di lavoro nella costruzione della sicurezza.

La gestione del lavoro domestico richiede infatti una consapevolezza specifica: dalla selezione delle competenze alla definizione delle mansioni, fino alla promozione di comportamenti corretti in materia di prevenzione e gestione del rischio.

Un datore di lavoro informato non è un soggetto passivo del sistema, ma un attore che incide direttamente sulla qualità della sicurezza, attraverso scelte organizzative e relazionali che determinano il livello effettivo di tutela all’interno dell’ambiente domestico.

Con questa impostazione, Nuova Collaborazione rinnova il proprio impegno nella promozione di una cultura della prevenzione e della legalità, orientata a rafforzare la qualità complessiva del lavoro domestico e la sua effettiva sicurezza.

Chi è Nuova Collaborazione

NUOVA COLLABORAZIONE, associazione nazionale datori di lavoro domestico fondata a Torino nel 1969 – unica firmataria nel 1974 per parte datoriale del primo CCNL sulla disciplina del lavoro domestico – rappresenta e tutela gli interessi dei datori di lavoro domestico, porta all’attenzione delle Istituzioni le problematiche riguardanti i rapporti di lavoro e – attraverso la federazione FIDALDO di cui è parte costituente – partecipa alla stipula di contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro sia a livello nazionale che territoriale. La vocazione di Nuova Collaborazione è quella di porsi al fianco della famiglia e farsi portavoce di azioni e provvedimenti – tra cui la defiscalizzazione del lavoro domestico – per aiutare le famiglie caregiver di persone non autosufficienti e quelle con figli. Nuova Collaborazione è una delle sigle che aderiscono al Patto per un Nuovo Welfare sulla non autosufficienza, per la costruzione di adeguate politiche di welfare e proposte operative a sostegno delle persone non autosufficienti.

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